Svolta nelle indagini per la strage di Crans Montana, dove il 1° gennaio sono decedute 40 persone e sono rimaste ferite altre 120 nell’incendio scoppiato all’interno del locale Le Contellation. La procuratrice di Sion, Beatrice Pilloud, ha disposto una misura cautelare restrittiva nei confronti di Jacques Moretti, il proprietario della struttura.
Da quanto si apprende, l’uomo è uscito dal palazzo di giustizia, dove questa mattina è stato interrogato, a bordo di un cellulare della polizia cantonale. Sembrerebbe che alla base della decisione della Procura vi sarebbe “un potenziale rischio di fuga” da parte dell’indagato. A riportarlo è la testata svizzera 24heures senza spiegare nel dettaglio le ragioni di questa scelta. Il suo legale ha spiegato che al termine dell’interrogatorio il procuratore generale ha auspicato di avere da Moretti una serie di garanzie che questo avrebbe accetto. “Nel giro di 48 presenterò al tribunale competente l’istanza di scarcerazione“, ha aggiunto.
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Per la sua compagna, Jessica Marin, sono state richieste le misure coercitive dell’applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico sempre per evitare una possibile fuga. La donna ha lasciato l’interrogatorio accompagnata dai suoi legali. Entrambi sono stati ascoltati per circa 7 ore dagli inquirenti del Canton Vallese. Si tratta del primo interrogatorio nei loro confronti, anche se alcuni giorni fa erano stati ascoltati dalla procuratrice in veste di testimoni. I due sono indagati per i reati di di omicidio colposo, incendio doloso colposo e lesioni personali colpose.
Crans Montana, Jessica Moretti: “Mi scuso, penso sempre alle vittime”
Uscita dall’interrogatorio, Jessica Marin in Moretti ha deciso di fermarsi a parlare con i cronisti presenti. Si tratta della prima volta che la donna parla pubblicamente. Suo marito, poco dopo la tragedia, aveva sostenuto che entrambi erano distrutti, tanto da non riuscire a parlare e a dormire. L’indagata oggi ha voluto chiedere scusa per quanto accaduto.
“I miei pensieri sono sempre rivolti alle vittime e alle persone che stanno combattendo oggi dopo essere rimaste ferite“, ha dichiarato, aggiungendo che quella accaduta è “una tragedia inimmaginabile“. Parole che però non basteranno a placare il dolore e la rabbia dei famigliari delle vittime dell’incendio ne Le Constellation, che ormai da giorni continuano a chiedere che venga fatta giustizia e che vengano chiarite tutte le responsabilità.
Crans Montana, cosa sappiamo degli interrogatori di questa mattina
I due sono stati accompagnati dagli avvocati Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod, ma all’interrogatorio hanno potuto assistere anche gli avvocati che rappresentano alcune vittime, Sebastien Fanti e Romain Jordan. Quest’ultimo è stato il primo a lasciare il palazzo di giustizia, portando con sé informazioni sul caso.
Il legale si è infatti detto rammaricato dal fatto che i due coniugi non siano stati arrestati subito dopo la tragedia. “Avrebbero dovuto essere arrestati immediatamente in modo che tutte le prove potessero essere raccolte e aggiunte al fascicolo“, ha dichiarato all’emittente pubblica svizzera Rts, sostenendo che tale mancanza sarebbe stata “un errore colossale“.
Il motivo risiederebbe nel fatto che i due sarebbero “riusciti a disattivare parte del loro sito web e a cancellare contenuti dai social che avrebbero potuto essere utili“. Al momento, comunque, non vi sono notizie certe su questo aspetto, in quanto le autorità elvetiche non hanno ancora commentato l’interrogatorio.
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