Way Technological Systems

Crans Montana, la Svizzera nega all’Italia la costituzione di parte civile: ‘Non è parte lesa’

Respinta la richiesta presentata dalla Presidenza del Consiglio per ottenere un risarcimento dopo la tragedia di Crans Montana costata la vita a sei ragazzi italiani. Per la Procura di Sion la cittadinanza delle vittime e le spese sostenute dallo Stato non bastano a riconoscere un danno diretto

3 Min di lettura

LaProcura di Sionha respinto larichiesta dell’Italia di costituirsi parte civilenell’inchiesta sul rogo di Crans Montana, in Svizzera, dove nella notte della tragedia sono mortisei giovani italiani e altri 14 sono rimasti feriti.La decisione, contenuta nel dossier dell’inchiesta depositato oggi, era stata comunicata lo scorso23 luglioall’avvocato ginevrinoRomain Jordan, incaricato di rappresentare il governo italiano nel procedimento.

Secondo i magistrati svizzeri,la Repubblica italiana non può essere considerata parte lesanel processo penale. La motivazione è chiara: “Né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa“.

La richiesta dell’Italia: ottenere un risarcimento per i danni subiti

La richiesta di costituzione di parte civile era stata presentata il29 aprile scorsodalla Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso l’Avvocatura Generale dello Stato, che aveva poi incaricato uno studio legale svizzero di seguire la procedura. L’iniziativa rappresentava un passaggio concreto con cui lo Stato italiano intendevarivendicare il diritto a un eventuale risarcimento per i danni subitiin seguito alla tragedia.

Alla base della richiesta c’erano soprattutto lerisorse pubblicheimpiegate dopo l’incendio: gli interventi della Protezione civile, l’assistenza sanitaria, il supporto psicologico alle famiglie e il sostegno logistico garantito ai cittadini italiani coinvolti. Secondo la posizione italiana, questi interventi avrebbero generato undanno diretto al patrimonio pubblico, tale da giustificare la partecipazione dello Stato al procedimento anche sul piano civile.

L’ipotesi di responsabilità delle autorità locali

Nel documento depositato dall’Italia veniva inoltre evidenziato come fosse “verosimile” un possibilecoinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento. Si trattava di una valutazione ancora preliminare, in attesa dell’accertamento definitivo delle responsabilità penali ma che aveva contribuito a rafforzare la richiesta italiana di ottenere un ristoro economico nei confronti di eventuali soggetti ritenuti responsabili.

La vicenda, quindi, non riguardava soltanto l’accertamento delle responsabilità per il rogo ma anche il possibile risarcimento dei danni derivati dalla tragedia.

Il procedimento prosegue

Con il rigetto della richiesta, l’Italia non potrà partecipare al processo in qualità di parte civile. L’inchiesta svizzera proseguirà ora sul fronte penale per chiarirecause e responsabilità dell’incendio. La tragedia di Crans Montana aveva profondamente colpito l’Italia: sei ragazzi italiani hanno perso la vita e altri giovani sono rimasti feriti in un incendio che ha sollevato interrogativisullasicurezza della struttura e sulla gestione dell’emergenza.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.