Il comune svizzero di Crans-Montana ha stanziato un milione di franchi (circa 1 milione e 100 mila euro) per finanziare la Fondazione di aiuto alle vittime dell’incendio di Capodanno. Lo comunica in una nota il sindaco della nota località sciistica finita sotto i riflettori della cronaca dopo la tragedia avvenuta nella notte di San Silvestro.
La colletta comunale
Il sindaco Feraud, insieme al consiglio comunale di Crans-Montana ha spiegato i motivi della donazione: “Speriamo di poter sostenere le famiglie colpite dalla tragedia di capodanno e testimoniare la solidarietà dell’intera comunità“. Nel comunicato del primo cittadino viene spiegata anche la modalità della donazione: una colletta tra i circa 10 mila abitanti del comune svizzero. La somma di un milione di franchi rappresenterebbe all’incirca, 100 franchi per ciascun abitante del municipio, che avrebbe deciso in questo modo di dimostrare la sua vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia.
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“Il consiglio comunale è convinto che la stragrande maggioranza dei residenti di Crans-Montana sia disposta a donare 100 franchi a persona in segno di solidarietà verso le famiglie e le persone colpite” ha auspicato il Comune in una nota.
In attesa di ulteriori specifiche che spieghino i dettagli della raccolta fondi e le modalità di accesso per le vittime dell’incendio, è però chiaro che la somma non sia intesa come un risarcimento danni, ma come un gesto simbolico da parte della comunità. Anche perché, se si ipotizzasse che ognuna delle famiglie delle 41 vittime e dei 115 feriti possa avere accesso ai fondi donati, si tratterebbe di un compenso che si aggira intorno ai 7mila euro: cifra non abbastanza remunerativa per compensare spese legali o mediche.
Respinta dalla procura di Sion la richiesta dei Moretti di eliminare i video del rogo
Intanto, la procura di Sion ha respinto la richiesta di Jessica e Jacques Moretti – i titolari del bar “Le Constellation” – di bloccare gli accessi e oscurare la piattaforma online sui cui sono stati raccolti i video e le foto della notte della tragedia. L’iniziativa, avviata da Romain Jordan, avvocato delle famiglie di alcune delle vittime, sarebbe stata accolta in malo modo dai coniugi proprietari del bar, che avrebbero presentato una richiesta di rimozione alla procura di Sion.
Tuttavia, secondo la legge elvetica, non è vietato alle parti in causa, la raccolta di materiale potenzialmente utile ai fini delle indagini, per cui un sito web che si limita a raccogliere contenuti video o fotografici non porterebbe con sè alcun rischio di condizionamento dei testimoni.
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