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Strage Crans-Montana, identificate tre vittime italiane: Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Barosi

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Quel terrificante bilancio che si aggiorna di ora in ora sta svelando i nomi delle prime vittime della tragedia di capodanno a Crans-Montana. E mentre sale da 13 a 14 il numero degli italiani feriti nel violento incendio al Constellation, vengono identificate anche le prime tre vittime italiane, facendo spegnere alcune di quelle ormai flebili speranze che resistevano.

A darne notizia è l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, interpellato dall’Ansa e dall’Agi. Si tratta di Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini e Achille Barosi, le cui famiglie, spiega il diplomatico, “sono state informate“.

Tamburi è lo studente di 16 anni di Bologna che risultava ancora disperso nella strage nel locale svizzero. Purtroppo, però, dopo due giorni e mezzo di angosciata attesa il suo nome è comparso tra le vittime. Le procedure di identificazione finora condotte avevano portato ad identificare otto dei 40 deceduti: tutti giovani svizzeri, quattro ragazze di 24, 22, 21 e 16 anni e di quattro ragazzi di 21, due di 18 e uno di 16 anni.

E tra i molti appelli dolorosi, figurava anche quello della mamma di Giovanni Tamburi, Carla Masiello. Sono ore di grande apprensione, in cui la speranza resta appesa ad un sottile filo, specialmente alle risposte del Dna, con le comparazioni che vengono fatte anche con il Dna dei feriti non ancora identificati che si trovano ricoverati. Ora, mancano all’appello altri tre italiani che si spera possano trovarsi tra quei 121 feriti della strage.

Intanto, l’inchiesta aperta dalla Procura svizzera ha portato ad indagare per omicidio, lesioni personali e incendio, i due proprietari francesi del Constellation. E sullo sfondo resta il peso di una strage che si poteva evitare. Jaques Moretti e Jessica Maric avessero i titoli necessari per amministrarlo come un locale anche da ballo? Ciò che al momento risulta essere certo dalla visura camerale, consultata dall’Agi, è che i due imprenditori avessero della licenza di “ristorazione, di vendere bevande e di mettere in commercio dei vini in genere”.

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