Alle 14:45 i feretri di Chiara Costanzo e Achille Barosi sono arrivati nelle chiese in cui si sono svolti i loro funerali. Due funzioni in contemporanea, volute affinché la città di Milano potesse stringersi intorno al dolore dei famigliari e degli amici dei due giovanissimi, morti nella strage di Crans Montana. Due ragazzi minorenni, nel fiore degli anni, strappati alla vita da un errore evitabile, da una tragedia che non avrebbe mai dovuto verificarsi.
“Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più“, ha infatti dichiarato oggi il papà di Chiara a margine delle esequie della figlia, dimostrando come queste famiglie ancora non si spieghino cosa possa aver strappato dalle loro braccia i loro bambini. “L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è“, ha aggiunto con convinzione, ricordando quanto sua figlia meritasse ancora di vivere.
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La basilica di Santa Maria delle Grazie, dove si sono svolte le esequie della 16enne, era stracolma. Tra i banchi i compagni di classe, gli amici, le amiche della ginnastica acrobatica con la tuta bianca, molti hanno portato con sé una rosa, bianca o rossa, e palloncini bianchi. Presenti anche il ministro Giuseppe Valditara, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’assessore di Regione Lombardia Gianluca Comazzi e la senatrice a vita, Liliana Segre.
L’omelia di Monsignor Alberto Torriani ha provato a raccogliere il dolore provato in questi momenti. “Oggi non cerchiamo spiegazioni o responsabilità o colpe, ci sarà tempo anche per questo, ma non è oggi“, ha sostenuto nel suo discorso, prima di aggiungere: “Oggi dentro di noi troviamo solo cenere e vuoto“.
Crans Montana, i funerali di Achille Barosi
In contemporanea, una Basilica di Sant’Ambrogio altrettanto gremita ha accolto il corpo di Achille Barosi. Sul sagrato sono state posizionate due corone di fiori degli amici, una dei compagni di via Settembrini e un’altra con scritto “Ti vogliamo bene” e la firma. Erano numerosissimi i giovani con lo zaino in spalla, appena usciti dal liceo artistico Orsoline San Carlo, lo stesso che frequentava il 16enne.
Per le istituzioni erano presenti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo, oltre all’ex parlamentare del Pd, Emanuele Fiano. “Oggi siamo venuti per manifestare la nostra vicinanza, per esprimere il nostro dolore immenso, per far capire che tutta la città, tutta la Regione, tutta l’Italia è vicina ai ragazzi che purtroppo non ci sono più, è vicina ai parenti che stanno soffrendo qualcosa di indicibile“, ha spiegato il governatore della Lombardia.
“Ora è Dio che si prende cura di lui. Mi rivolgo a te, Achille: accompagnaci, continua a sorridere e a volerci bene“, ha dichiarato nell’omelia don Alberto Rivolta, ricordando come il 16enne fosse un ragazzo forte, capace, determinato e di una “gentilezza rara“. Un giovanissimo che sapeva ascoltare, anche i rimproveri, come in pochi oggi sanno ancora fare. Il sacerdote ha concluso l’omelia con una citazione di Giovanni Paolo II: “È Gesù che cercate guardando e sognando la felicità. Solo Gesù può riempire il cuore di noi. Solo lui può rendere tutti felici“.
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