Elsa Rubino ha 15 anni e da 22 giorni la sua vita è cambiata radicalmente. Dalle uscite con gli amici e le preoccupazioni per la scuola, la giovanissima si è trovata a dover lottare per rimanere viva. L’incendio a Le Constellation, a Crans Montana, l’ha costretta in un letto di ospedale, circondata da un’equipe medica specializzata in ustioni e insufficienze respiratorie.
Dopo più di tre settimane di incertezza, la giovane è stata risvegliata dal coma e ha potuto aprire per la prima volta gli occhi da quel giorno terrificante. La 15enne avrebbe riconosciuto immediatamente i suoi genitori. “È stata una giornata positiva perché Elsa ci ha riconosciuto“, ha raccontato il papà Lorenzo che ha aggiunto: “È una grande emozione“.
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Un piccolo passo in avanti per la giovanissima, che purtroppo rimane in condizioni gravissime. Come riferito dall’ospedale di Zurigo, in cui è ricoverata in attesa di essere stabilizzata e trasferita all’ospedale Niguarda di Milano, dove sono stati ricoverati tutti gli altri feriti della tragedia di Capodanno, si procede giorno per giorno.
Elsa presenta ustioni di secondo e terzo grado sul 60% del corpo e l’intestino gravemente danneggiato dal calore dell’incendio. In queste prime tre settimane dalla tragedia ha già subito due interventi chirurgici salvavita, di cui uno necessari a ricostruire parte dell’intestino, colpito anche da un batterio piuttosto aggressivo. Una terza operazione avrebbe dovuto essere svolta nel corso di questa settimana, è stata rimandata a causa delle condizioni troppo delicate dalla vittima. La prognosi è ancora riservata e la ragazza rimane ricoverata in terapia intensiva.
Crans Montana, le condizioni degli altri giovani feriti
Intanto, arrivano notizie positive anche dall’ospedale Niguarda di Milano, in cui sono ricoverati al momento 10 giovani, per lo più di età compresa tra i 15 e i 16 anni. Come riferito dall’assessore al welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, alcuni di loro potranno essere dimessi già nei prossimi giorni, ma solo se il loro quadro clinico continuerà a migliorare. “Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti“, ha sostenuto.
Ieri, invece, è stata trasferita all’ospedale di Cesena la 29enne Eleonora Palmieri, veterinaria originaria del Riminese, così da rendere più semplice ai suoi famigliari restarle accanto. Un altro paziente, invece, è stato trasferito al Policlinico di Milano, ospedale specializzato in patologie respiratorie, dove possono curare al meglio la grave insufficienza respiratoria provocata dai fumi tossici inalati durante l’incendio.
Al momento, però, nono tutti sono fuori pericolo di vita. Due ragazzi rimangono in situazione critica, con l’entourage medico concentrato ad evitare che le loro condizioni possano improvvisamente peggiorare. Dei dieci pazienti ricoverati quattro sono in Terapia Intensiva e sei al Centro Ustioni. Secondo quanto si apprende, la situazione starebbe migliorando per i giovanissimi studenti del liceo Virgilio, tutti in vacanza insieme a Crans Montana.
Lorenzo e Kean, entrambi 16enni, sono stati risvegliati dalla sedazione profonda e ora comunicano attraverso un computer sul quale possono vedere i videomessaggi di amici e parenti. Francesca e Sofia continuano invece il loro percorso giorno per giorno. Giuseppe Giola, il primo ad arrivare al Niguarda la sera del 1° gennaio, da diversi giorni non è più intubato e le sue condizioni sono migliorate. A preoccupare sono le gravi ustioni che ha riportato ad una mano.
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