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Crans Montana, chi sono i 6 minori italiani ancora dispersi

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è recato ieri sul posto per parlare con queste famiglie e per rassicurarle che la Farnesina è al lavoro per ottenere più risposte possibili e per riaccompagnare a casa questi giovani. Le notizie, però, sono minime

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Sono passati quasi tra giorni dalla tragedia della discoteca Le Costellation a Crans Montana, in Svizzera, dove 40 giovanissimi hanno perso la vita a causa di un incendio improvviso e brutale che ha raso al suolo il locale. Da ormai quasi 72 ore, i genitori di sei cittadini italiani non hanno notizie. Non sanno se i loro figli sono morti all’interno di quella che è diventata una trappola di fuoco o se siano ricoverati in qualche ospedale tra Svizzera, Francia e Germania.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è recato ieri sul posto proprio per parlare con queste famiglie e per rassicurarle che la Farnesina è al lavoro per ottenere più risposte possibili e per riaccompagnare a casa questi giovani. Le notizie, però, sono minime. Come ha raccontato la madre di uno dei dispersi, le autorità svizzere non rilasciano informazioni che non siano certe, per evitare di creare false illusioni. “Ma io preferisco avere il nome di un ospedale in cui andare a vedere se è lì, piuttosto che questa attesa snervante“, ha spiegato la mamma di Giovanni Tamburi.

Crans Montana, le storie dei dispersi italiani

Suo figlio si trovava a Crans Montana insieme al padre, alla nuova compagna e alla figlia della coppia. Lo aveva sentito per l’ultima volta il 31 dicembre, quando Giovanni l’ha chiamata per farle gli auguri di buon anno e per dirle che sarebbe andato a festeggiare a Le Costellation. Da quel momento non ha avuto più notizie. La donna ha iniziato a cercarlo subito dopo la tragedia, anche se senza esito.

Un amico le ha riferito che stavano cercando di uscire insieme da quell’inferno di fuoco, ma che poi si sarebbero persi di vista. Non è chiaro se il giovane sia rientrato per aiutare qualcuno o per recuperare qualcosa. Ora, però, non vi è alcuna certezza sulle sue condizioni.

Incertezza anche sul destino di Emanuele Galeppini, 16enne originario di Genova e residente a Dubai con la famiglia, che aveva festeggiato il nuovo anno proprio a Le Costellation. Il giovane è stato riconosciuto dalle autorità svizzere come la prima vittima italiana, ma i famigliari vogliono attendere l’esame del Dna. Il suo smartphone è stato ritrovato all’interno del locale e, ora dopo ora, le speranze di ritrovarlo vivo sono sempre più basse.

A preoccupare è anche il destino di Riccardo Minghetti, 16enne di Roma che ogni anno trascorreva le vacanze invernali a Crans Montana insieme ai genitori. Un luogo in cui conosceva altri giovani italiani, per lo più milanesi, gli stessi con cui aveva deciso di festeggiare insieme il Capodanno. Il suo telefono prima suonava a vuoto, poi è risultato irraggiungibile.

Con lui c’era anche Manfredi Marcucci, ritrovato dal padre fuori la discoteca con ustioni su schiena, braccia e capo. Ora, resta da capire se anche Minghetti sia riuscito a lasciare quell’inferno di fuoco e ad essere soccorso dalle autorità della Svizzera. Nessuna notizia neanche da Chiara Costanzo, che era nel locale insieme ad una comitiva di amici in cui era presente anche Achille Osvaldo Giovanni Barosi, che conosceva da anni. La speranza dei genitori è che si trovi tra i feriti non ancora identificati.

Il 16enne Achille Barosi è originario di Milano ed è stato visto per l’ultima volta all’1:30 del 1° gennaio, mentre arrivava a Le Constellation per recuperare l suo giacchetto e il telefono. Da quel momento non si hanno più sue notizie. Sembra che il giovane sia uscito senza documenti, ma dovrebbe indossare una collanina con la Madonnina. Per ora, però, non vi sono certezze su cosa gli sia accaduto.

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