Sono arrivati poco dopo le 13 i feretri delle cinque vittime della strage di Crans Montana. Cinque bare in legno chiarissimo, quasi bianco, a voler simboleggiare la purezza e la giovanissima età dei corpi che contengono. Hanno affrontato un lungo viaggio per tornare a casa, dopo giorni di incertezza e dolore. Prima, nel locale Le Constellation, dove quel fuoco maledetto ha strappato le loro vite. Poi, nei vari obitori svizzeri in attesa di identificazione e infine tra le braccia dei loro cari, che li hanno pianti e ricordati con un amore sconfinato.
Cinque minorenni strappati alla vita da quella che non sembra più una tragica fatalità, ma la semplice negligenza di chi avrebbe dovuto assicurare loro una serata tranquilla e all’insegne del divertimento. All’arrivo dei feretri, attesi dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, e dal sottosegretario della Presidenza del Consiglio, Alberto Barachini, nell’aeroporto di Linate è sceso il silenzio.
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Rispetto e dolore per chi tra quelle fiamme ha perso tutto. I feretri sono stati benedetti da un sacerdote, tra le carezze dei loro cari, e poi sono state traslate nei vari carri funebri in fila sulla pista. L’ultimo viaggio verso i loro Paesi d’origine. Un ritorno a casa che nessuno avrebbe voluto vedere. A fare da portavoce alle richieste dei genitori di questi ragazzi c’è l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado.
Crans Montana, l’ambasciatore: “In Italia, i titolari del locale sarebbero in carcere”
“Le famiglie delle vittime chiedono giustizia“, ha spiegato, chiarendo di essere in costante contatto con le autorità della Svizzera, che gli hanno garantito il massimo della collaborazione. Il riferimento è all’incontro avvenuto in questi giorni con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e Stephan Ganzer, capo del dipartimento per la sicurezza vallesano.
Cornado anche ieri ha utilizzato toni durissimi in riferimento alla tragedia, sottolineando che esistono delle responsabilità su cui ora le autorità competenti dovranno fare la più assoluta chiarezza, al fine di donare a queste famiglia la giustizia che spetta loro. Questa mattina, al cimitero di Sion, dove erano in partenza verso l’Italia i feretri delle cinque vittime, l’ambasciatore ha poi aggiunto: “In Italia i gestori del Constellation sarebbero arrestati“.
In questo caso, il riferimento è a Jacques e Jessica Moretti, cittadini francesi titolari del locale in cui si è sviluppato l’incendio. La Procura del Canton Vallese non ha ritenuto prioritario l’arresto, in quanto non ve ne sarebbero i presupposti, tra cui il pericolo di fuga. L’ambasciatore ha chiarito comunque di non voler tacciare di superficialità le autorità svizzere, in quanto si tratta di una mera questione di differenze di legislatura.
Cornado ha poi confermato che il soffitto del locale non sarebbe stato ignifugo, come a lui riferito dalle autorità locali. “D’altra parte la dimostrazione è il fatto che abbia preso fuoco“, ha sostenuto, aggiungendo di essere convinto che, se anche vi fosse stata un’uscita di emergenza, questa sarebbe stata mal segnalata e non vista dai giovanissimi nel mezzo del caos dell’incendio di Capodanno.
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