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Crans Montana, dopo l’Inferno quattro sopravvissuti tornano a scuola

Sofia, Kean, Leonardo e Francesca sono rientrati al liceo Virgilio dopo i mesi trascorsi tra ospedale e casa. Intanto, nell’inchiesta sul rogo di Capodanno a Crans Montana emerge una nuova mail che potrebbe documentare la conoscenza del rischio da parte del Comune

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Sono arrivati questa mattina tutti insieme, accompagnati dai genitori, i quattro ragazzi del liceo Virgilio di Milano sopravvissuti al rogo di Crans Montana. Sofia, Kean, Leonardo e Francesca sono entrati da un ingresso secondario della sede di via Pisacane, evitando l’ingresso principale, e hanno iniziato il loro primo giorno di scuola dopo i lunghi mesi trascorsi in ospedale.

I quattro studenti frequentano la quarta D dell’indirizzo di Scienze umane e hanno ritrovato i compagni dopo aver seguito le lezioni prima in ospedale e poi a casa. “Preferiamo goderci il momento“, è stata l’unica frase pronunciata da Loretta Arapi, la mamma di Leonardo Bove. Come gli altri genitori, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Il rientro sarà graduale, sulla base delle condizioni di salute dei ragazzi e delle indicazioni dei medici. “Il loro percorso rientra in presenza, loro ci tengono, speriamo che riescano a starci il più tempo possibile“, ha spiegato ai cronisti il vicepreside Mario Secone.

Il rientro graduale e le esigenze della scuola

L’istituto adotterà le misure necessarie “in base a quello che ci diranno appunto i medici». “Sfortunatamente non sono gli unici – ha sottolineato Secone – che hanno esigenze in più, ce ne abbiamo anche altri“. Il Virgilio deve oggi garantire il rientro di circa 1.800 studenti, nonostante alcune difficoltà organizzative. Tra queste, anche una sede “semi-inagibile“, con lavori non ancora completati e l’assenza della segreteria.

“Abbiamo altri casi di malattie: a volte va bene, a volte purtroppo non è così semplice per le persone che sono in quella condizione di salute recuperare. Ma quello è il nostro compito“, ha aggiunto il vicepreside.

Una nuova mail nell’inchiesta sul rogo di Crans Montana

Intanto, sul fronte delle indagini sulla tragedia di Crans Montana, è emerso nei giorni scorsi un nuovo elemento. Si tratta di una mail rimasta fuori dagli atti dell’inchiesta sulla strage di Capodanno, che avrebbe rivelato come il Comune fosse a conoscenza del fatto che la schiuma fonoassorbente del Constellation fosse infiammabile.

Secondo quanto riportato dal quotidiano svizzero Tages-Anzeiger, l’autrice della mail sarebbe Rose Marie Clavien, responsabile dell’edilizia del Comune dal 2017 al 2024. Il documento potrebbe dunque dimostrare una conoscenza del rischio precedente alla tragedia.

La scorsa settimana l’ex funzionaria è stata convocata a Sion come persona informata sui fatti e le è stata sottoposta l’email. Davanti al testo, Clavien si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Successivamente, da persona informata sui fatti, è stata iscritta nel registro degli indagati.

L’allarme sulla schiuma fonoassorbente

Nella comunicazione interna, secondo la ricostruzione del quotidiano svizzero, la stessa ex dirigente avrebbe invitato a “prestare attenzione alla schiuma” utilizzata per l’isolamento acustico del locale, segnalando il possibile rischio di incendio.

L’email rappresenta ora un nuovo elemento al vaglio degli inquirenti, chiamati a ricostruire eventuali responsabilità e soprattutto a chiarire cosa fosse stato effettivamente segnalato e quali provvedimenti fossero stati adottati prima del rogo.

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