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Crans Montana, il papà del 16enne ferito: “Era amico di tutte e 6 le vittime, ha saputo ieri che sono morte”

"Giuseppe è un ragazzo forte e ce la farà", ha commentato, ancora visibilmente sconvolto. Quel 1° dicembre è stato lui stesso a soccorrere suo figlio. Quando ha saputo dell'incendio, o dell'esplosione come inizialmente immaginato, è accorso sul posto e ha trovato il 16enne fuori dal locale, gravemente ferito

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Una tragedia nella tragedia quella vissuta da Giuseppe Giola, uno dei giovanissimi feriti nell’incendio de le Constellation, il locale di Crans Montana raso al suolo dalle fiamme la notte del 1° gennaio. Il ragazzo è ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, dove è arrivato per primo a seguito di un iniziale ricovero in un ospedale svizzero, ed è seguito da un team di specialisti e psicologi che ne stanno accompagnando la ripresa.

Ieri, in un momento di forte dolore e disperazione, ha saputo di aver perso 6 amici in quel maledetto rogo. A 16 anni, Giuseppe sta affrontando un trauma potentissimo, aggravato dal dolore fisco che gli provocano le ustioni. Era amico di tutti e sei i ragazzi italiani che sono morti quella notte e Achille Barosi e Chiara Costanzo erano i due a lui più vicini.

Crans Montana, le condizioni del 16enne ferito al Niguarda

A raccontarlo è suo padre, Valentino, il quale ha rassicurato anche sulle condizioni di salute del ragazzo. “Giuseppe è un ragazzo forte e ce la farà“, ha commentato, ancora visibilmente sconvolto. Quel 1° dicembre è stato lui stesso a soccorrere suo figlio. Quando ha saputo dell’incendio, o dell’esplosione come inizialmente immaginato, è accorso sul posto e ha trovato il 16enne fuori dal locale, gravemente ferito.

Mio figlio era lucido, lo abbiamo abbracciato, era dolorante e diceva che si era salvato per miracolo, perché ce l’aveva messa tutta ad uscire dalla calca“, ha raccontato il papà, spiegando che il trasporto all’ospedale di Sion è stato immediato. Il 16enne è stato intubato in terapia intensiva e poi trasportato in elicottero fino al Niguarda di Milano. “Ha iniziato a mangiare e camminare da solo, sarà lunga ma è quello che sta meglio. E i medici stanno intervenendo in modo professionale e umano“, ha sostenuto davanti ai cronisti.

Crans Montana, come stanno gli altri feriti italiani?

Anche gli altri ricoverati a Milano sono stabili, seppur in condizioni gravi. L’ospedale ha comunque chiarito che al momento resta impossibile fare previsioni sul modo in cui evolverà la situazione. Allo stesso modo, non vi sono certezze su quando potranno essere trasferiti a Milano Leonardo Bove ed Elsa Rubino, i due minorenni italiani feriti che ancora si trovano in Svizzera. La loro situazione, infatti, sarebbe piuttosto complessa.

Siamo ancora in una fase in cui non si sa cosa può succedere“, ha infatti spiegato il padre della 15enne di Biella che presenta ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 60% del corpo. La giovanissima è appena stata sottoposta al primo intervento chirurgico, ma dovrà subirne altri entro l’inizio della prossima settimana.

Crans Montana, le famiglie chiedono una “punizione esemplare” per i responsabili

Intanto, i genitori continuano a chiedere giustizia. Il padre di Giuseppe ha spiegato che la città di Crans Montana, così come i suoi locali, è sempre stata considerata estremamente sicura. I giovanissimi la sera uscivano da soli perché la criminalità non è presente. “Ogni sera andavano in quel locale così come ci andavo io quando ero più giovane“, ha ricordato con una certa rabbia, chiedendo che ora venga data una punizione esemplareai responsabili, altrimenti “la località perderebbe quel poco di faccia che ha conservato“.

Anche il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, quando si è recata a fare visiti ai feriti al Niguarda ha assicurati a genitori che il governo italiano farà il possibile per far venire alla luce tutte le responsabilità del caso. Intanto, è arrivata oggi la notizia che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine sulla strage. I reati sono incendio e omicidio colposo.

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