Correva l’anno 2020 quando il panico dovuto alla pandemia stava dilagando più velocemente del virus stesso. Il tempo è passato, precisamente quasi 3 anni, ma la situazione è la stessa: un totale di caos informazionale. Cosa abbiamo imparato? Nulla. Sicuramente ancora non sappiamo trattare le notizie di carattere medico che riguardano i vaccini, i loro effetti collaterali e quelli benefici. L’operazione necessaria per quanto riguarda il tema delle vaccinazioni è quella di compartimentalizzare. È negativo gettare nello stesso calderone tutte le notizie che riguardano il Covid e, al contempo, aspettarsi che le persone si raccapezzino e trovino indicazioni precise su cosa fare.
Anche basta con l’ergersi di singole voci che affermano di avere in mano verità assolute. Nessuno può averle e nessuno le ha! Preoccupa, e non poco, la latitanza della politica che sull’argomento è restia ad esporsi.
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Intanto, iniziamo scindendo la questione della vaccinazione per quanto riguarda le fasce fragili per la popolazione e quella per i giovani, alla luce dell’attuale andamento del virus registrato in questi ultimi mesi.
Covid, le persone non si vogliono vaccinare
Oggi sono arrivate le prime dosi di vaccino in Italia di Pfizer aggiornate alla sotto-variante Omicron “Xbb.1.5”. Il 9 ottobre arriveranno altre dosi di vaccino. I medici e i farmacisti specializzati sono pronti a partire con la campagna vaccinale, ma manca la materia prima: i cittadini che decidono di farsi iniettare le dosi. Questa prima tranche è riservata alla fascia di popolazione più fragile, ma anche quest’ultima è impaurita e poco interessata a proteggersi dalle nuove varianti del Covid.
Le richieste di vaccinazione da parte dei pazienti sono scarse. A rivelarlo è stato il segretario della Federazione dei medici di medica generale (Fimmg), Silvestro Scotti. “E’ fondamentale convincere le persone a vaccinarsi. La mia impressione, è che anche chi è soggetto a più rischio, parlo della fascia degli over 80 e donne incinta, non abbia l’intenzione di vaccinarsi. Abbiamo registrato un numero inferiore di prenotazioni rispetto a quelle dello stesso periodo negli ultimi due anni. I medici di famiglia sono pronti ad utilizzare tutti gli strumenti della comunicazione possibili per contattare i propri pazienti”, conclude Scotti.
Covid, l’Ema ammette i rischi per i giovani vaccinati
Per quanto riguarda i giovani il discorso è un altro. Recentemente l’Ema (Agenzia europea del farmaco) ha ammesso che per i giovani vaccinati i rischi esisterebbero eccome. C’è scritto nero su bianco sui foglietti illustrativi di Pfizer e Moderna: “Tra i giovani c’è il rischio, oltre di miocarditi e pericarditi anche di conseguenze fatali”. Queste avvertenze non comparivano il 9 agosto e neanche il 18 luglio ma sono apparse il 1° settembre. Nello specifico, al punto 4.4 delle 400 pagine di allegato sulle caratteristiche del vaccino Pfizer si specifica che “dopo la vaccinazione con Comirnaty è presente un aumento del rischio di sviluppare miocardite e pericardite. Queste condizioni possono svilupparsi entro pochi giorni dalla vaccinazione e si sono verificate principalmente entro 14 giorni. Sono state osservate più spesso dopo la seconda dose di vaccino e nei maschi più giovani”.
Secondo le informazioni di Ema: “Alcuni casi hanno richiesto il supporto in terapia intensiva e sono stati osservati casi fatali”. A fornire ulteriori dati sono stati i Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) che hanno osservato come tra i maschi di età compresa tra i 12 e i 17 anni, circa 22-36 su 100.000 hanno mostrato una miocardite entro i 21 giorni dalla somministrazione della seconda dose di vaccino. Insomma, virologi ed esperti hanno parlato troppo presto, cercando di dare indicazioni e certezze quando avrebbero dovuto parlare con cognizione di causa e ammettere – perché non ci sarebbe stato da ridire – di non sapere con precisione tutti gli effetti procurati dal neonato vaccino contro il Covid (all’epoca). A prendere una cantonata sulla questione è stata anche la Società italiana di pediatria (Sip), la Società italiana di igiene medicina preventiva e sanità pubblica (Siti), la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimg), che hanno caldamente invitato tutta la popolazione a farsi vaccinare. Non era dunque vero che non si correvano rischi, ma la verità è venuta fuori solo di recente. In molti hanno dichiarato, più o meno consapevolmente, verità assolute. Per non ricadere negli stessi errori, anche la cosiddetta “scienza” deve fare un bagno di umiltà e limitarsi a dare una corretta informazione, autoimponendosi il divieto di non straparlare.
Covid, la politica batta un colpo
Non solo non ci sono azioni della politica concrete e sensate, ma sulla questione Covid ad essere assente è una corretta discussione sul tema. Proprio a cercarla, qualche tiepida raccomandazione arriva dal ministro della Salute Orazio Schillaci: leva e metti le mascherine, il vaccino potrebbe non essere per tutti gratuito, come si devono comportare i cittadini all’interno dei presidi sanitari. Poca cosa, ma veramente quasi lo zero. Peraltro, il governo non ne parla, le opposizioni non ne parlano, sui media qualcuno ne straparla a vanvera.
In Costituzione la salute è un diritto fondamentale, ma evidentemente dibattere di Covid non è attraente per la classe politica. E così, gli unici ad affrontare distrattamente e soprattutto male il tema, buttando qualche notizia qua e là, restano i ripetenti organi di informazione.
E tanto per non farci mancare nulla, il 21 settembre scorso l’intervista su Radio uno Rai di Marcello Foa a Massimo Galli, il medico no vax e senza alcun contraddittorio.
Bocciati nel 2020! Bocciati nel 2021! e bocciati anche nel 2023!!!
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