E’ giornata di scioperi e cortei per gli studenti su tutta la penisola italiana. Cinquanta piazze affollate tra cui svettano i cinque cortei in Abruzzo, uno in Basilicata, uno in Calabria, quattro in Campania, tre in Emilia Romagna, due in Friuli Venezia Giulia, tre nel Lazio, due in Liguria, nove in Lombardia, uno nelle Marche, sei in Puglia, uno in Piemonte, due in Sardegna, quattro in Sicilia, tre in Toscana, uno in Veneto e due in Umbria. E così, tra cortei, sit-in e flash mob, gli studenti si uniscono sotto lo slogan “Un’altra scuola, un altro mondo è possibile”.
L’obiettivo delle manifestazioni è sollevare quelli che sarebbero i problemi nell’ordinamento scolastico, da cui emergono le accuse mosse nei riguardi del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, divenuto punto di contestazione principale soprattutto a Bari dove la critica delle associazioni Ud, Uds e Zona Franka è una: “Vogliono rendere scuola e università pubblica un lusso per pochi, a suon di tagli ai finanziamenti e manovre che tolgono spazio a noi studenti“.
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Cortei, gli scontri a Bologna e Torino
Dai cortei pacifici però, nelle città di Bologna e Torino sono nati scontri tra polizia e manifestanti. Partita dalla sede del rettorato, la protesta del “No Meloni day” nel capoluogo romagnolo conta almeno in 500 attivisti e studenti dei collettivi universitari Osa e Cambiare Rotta, come del gruppo dei Giovani Palestinesi. La richiesta a gran voce in piena zona universitaria, sono le dimissioni della ministra dell’Università Anna Maria Bernini e del rettore Giovanni Molari.
E così, è via alle tensioni e alle cariche a Bologna, dove un corteo di collettivi vuole raggiungere la zona della fiera per contestare i numerosi ministri ospiti all’assemblea Anci, l’Associazione nazionale Comuni Italiani. Al ponte di San Donato, la polizia in tenuta antisommossa è stata quindi obbligata a bloccare il corteo a metà del ponte, impedendone il passaggio. E dopo qualche tentato inizio di guerriglia dai manifestanti che hanno provato a passare, con la testa del corteo che ha provato a sfondare il cordone, le forze dell’ordine hanno fatto retrocedere gli attivisti. Dopo una carica, i manifestanti hanno infatti fronteggiato i poliziotti gridando “corteo, corteo“.
Insomma, le tensioni non sono mancate neanche nella città della Mole Antonelliana, dove un gruppo di manifestanti ha raggiunto un ingresso laterale secondario della stazione di Porta Nuova, e dopo aver forzato un cancello ha tentato di entrare nello scalo ferroviario. I partecipanti al corteo sono stati quindi respinti dalle forze dell’ordine. E nonostante la stazione fosse stata chiusa in ogni suo ingresso, rimanendo bloccata anche per le persone in arrivo e in partenza, una trentina di studenti dopo aver forzato un ingresso laterale di Porta Susa, è entrata nello scalo ferroviario per alcuni minuti, creando non pochi disagi alla circolazione dei treni.
Quanto alla Capitale, gli studenti in corteo a Roma sono arrivati davanti al ministero dell’Istruzione e del Merito, dove poco prima i collettivi autonomi dei licei della città hanno lanciato vernice rossa e uova. Gli ingressi del Mim sono per questo presidiati dal cordone delle forze dell’ordine in assetto antisommossa, gli studenti chiedono quindi di abbassare gli scudi perché è “una manifestazione pacifica“. Sulla scalinata del dicastero diversi manifestanti hanno iniziato a dare fuoco a fotografie ritraenti il ministro Valditara.
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