È stato firmato a Palazzo Vidoni il nuovo accordo sindacale per ilrinnovo del contratto Comparto Sicurezza e Difesa relativo al triennio 2025-2027. L’intesa interessa circa430mila dipendenti non dirigentitra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e personale delle Forze armate, compresi Esercito, Marina Militare, Guardia Costiera e Aeronautica.
Il rinnovo prevede, a partire dall’1 gennaio 2027, un aumento dialmeno 100 euro netti mensiliper il personale con la qualifica iniziale, con incrementi progressivamente più elevati per le qualifiche superiori.
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Gli aumenti in busta paga
Secondo quanto previsto dall’accordo,il personale riceverà anche gli arretrati maturati,mentre gli incrementi economici saranno applicati non appena sarà completato l’iter di recepimento del contratto.
Alcune organizzazioni sindacali parlano di un incremento medio pari a188 euro lordi al mese, con arretrati che potranno raggiungere circa2.134 euro. Per le qualifiche più elevate, come Commissari e Commissari Capo, gli aumenti saranno superiori grazie al diverso parametro stipendiale previsto.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’intesa riguarda la scelta di destinare oltre il92% delle risorse disponibili, pari a circa321 milioni e 650mila euro, alla componente fissa dello stipendio. Una decisione che, secondo i sindacati firmatari, garantirà benefici anche sul pianoprevidenziale, incidendo positivamente sul futuro trattamento pensionistico.
Un rinnovo firmato in anticipo
Il segretario generale della FNS CISL,Massimo Vespia,ha definito l’accordo “un importante risultato per il sindacato“, sottolineando come il rinnovo arrivi appena 18 mesi dopo quello relativo al triennio precedente.
Per la prima volta, infatti, il contratto vienesottoscritto durante il periodo di validitàe non a scadenza già avvenuta. Questo consentirà al personale di ricevere gliaumenti già entro la fine dell’anno,con circa dodici mesi di anticipo rispetto ai tempi normalmente necessari per il rinnovo dei contratti pubblici.
Previdenza e richieste dei sindacati
Pur accogliendo positivamente l’accordo, le organizzazioni sindacali firmatarie hanno ribadito lanecessità di ulteriori risorse economiche. Tra i punti ritenuti prioritari figura soprattutto l’apertura, entro 90 giorni, di un tavolo dedicato allaprevidenza complementareper il personale del comparto, che secondo i sindacati è privo di strumenti previdenziali integrativi dal 1995.
“Avremmo voluto ottenere di più“, hanno sottolineato i rappresentanti della CISL, spiegando però cheil quadro economico nazionale e internazionale ha reso necessario raggiungere un compromesso.
Non tutte le sigle hanno firmato
L’accordo non ha raccolto il consenso unanime del fronte sindacale. IlSinafiha confermato il proprio rifiuto di sottoscrivere il rinnovo, giudicando insufficienti gli incrementi previsti. Anche altre sigle hanno espressoriserve, pur riconoscendo lanecessità di garantire un aggiornamento delle retribuzioni al personale del comparto.
L’ANFP,invece, ha evidenziato l’importanza di proseguire il confronto con il Governo per arrivare rapidamente all’attuazione della previdenza dedicata e all’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto delle qualifiche dirigenziali.
Con la firma dell’accordo prende ora il via lafase amministrativanecessaria per il recepimento definitivo del contratto, passaggio indispensabile per l’erogazione degli arretrati e dei nuovi stipendi a tutto il personale interessato.
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