Consolato Usa, un altro arresto a Milano per caporalato

Nuovo arresto a Milano per la costruzione del secondo consolato Usa: un indiano è stato accusato di caporalato aggravato. E' stato fermato prima che potesse fuggire dalla città

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Domenica scorsa un manager della Caddell è stato fermato in aeroporto con l’accusa di caporalato per la costruzione del secondo consolato Usa a Milano. Oggi è avvenuto un altro arresto, anche in questo caso il manager pare si fosse adoperato per fuggire via, ma attraverso un pullman, in modo tale che fosse meno rintracciabile.

Cos’era successo domenica scorsa

Il managerUlas Demir, 49 anni, responsabile in Italia per laCaddell Construction Co. LLC, è statofermato domenica scorsa all’aeroporto di Bergamomentre tentava di imbarcarsi su un volo di sola andata per la Turchia. Demir pare essere coinvolto nella costruzione del nuovo Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano, un cantiere da circa 200 milioni di euro nell’area di Piazzale Accursio.

L’indagine della Procura di Milano riguarda una presunta situazione disfruttamento lavorativo:circa 100 operai indiani sarebbero stati pagati 2 euro l’ora, in condizioni definite di “para‑schiavismo”. Una telefonata intercettata (in cui un collaboratore gli suggeriva di “venire in Turchia per ferie”) avrebbe fatto scattare il sospetto che Demir volesse fuggire. Il giorno dopo, infatti, aveva acquistato due biglietti di sola andata per sé e la moglie.

I carabinieri sono intervenuti prima che potesse lasciare l’Italia.Demir è ora indagato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con l’aggravante del caporalato.

Consolato Usa, un altro fermo a Milano

Oggi, a Milano, è stato disposto un altro fermo, si tratta del “caporale operativo” e “intermediario tra società e lavoratori”,Aji Appukuttan, nato in India, 51enne. Secondo quanto appreso dalCorriere della Sera, l’uomo si stava organizzando per prendere un autobus o un altro mezzo (che non fosse l’aereo altrimenti sarebbe stato scoperto facilmente) e avrebbe anche esercitato pressioni sui lavoratori “intimando loro di non parlare e non riferire all’esterno quanto accadeva in cantiere“. Adesso anche lui è coinvolto nell’indagine di sfruttamento della manodopera indiana nel cantiere del nuovo Consolato statunitense realizzato dalla divisone italiana di Caddell Construction in piazzale Accursio a Milano.

Il fermo dell’uomo, come a quello attuato domenica scorsa, si è reso necessario in quanto, come si legge nel provvedimento, dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato Lavoro tra gli operai, “voleva scappare dell’Italia, solo che ha capito che l’aereo è pericoloso. Così si sta organizzando con la Caddel per farlo scappare via, perché sono a conoscenza che gli operai indiani hanno parlato di lui a voi. Vogliono fargli prendere un pullman o qualche altro mezzo che non si può controllare”.

Adesso ancheAji Appukuttan è accusato di caporalato aggravato.

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