Consolato Usa a Milano, per pm ‘para-schiavismo nei cantieri’: commissariato colosso Caddell

La Procura della Repubblica della città ha disposto un controllo giudiziario d'urgenza per l'azienda impegnata nella realizzazione della sede diplomatica in piazzale Accursio. Secondo l'accusa, l'impresa avrebbe sfruttato il lavoro di operai indiani, con paghe sotto la soglia di povertà e turni massacranti, minacciando licenziamenti in caso di mancata accettazione delle pesanti condizioni

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Ombre dicaporalatosulla costruzione delConsolato Usa a Milano. LaProcura della Repubblica della cittàha infatti disposto un controllo giudiziario d’urgenza per il colosso delle costruzioni “Caddell Construction“, impegnato nella realizzazione della sede diplomatica inpiazzale Accursio. Secondo l’accusa, l’azienda avrebbesfruttato il lavoro di operai indiani, con paghe sotto la soglia di povertà e turni massacranti, minacciandolicenziamentiin caso di mancata accettazione delle pesanti condizioni.

Consolato Usa a Milano, operai sfruttati e minacciati

Il pmPaolo Storari, che ha già inanellato altre indagini dello stesso genere in vari settori, assieme al collega Mauro Clerici, ha disposto il controllo giudiziario in via di urgenza per la “Caddell Construction Co. Llc“, con sede principale aMontgomery, Alabama, indagando per caporalato il responsabile Ulas Demir. Le indagini dei carabinieri del Nucleo ispettorato del Lavoro hanno rivelato che la società avrebbe impiegato operaiin condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno”.

Questi ultimi sarebbero stati vittima di una “palese e reiterataviolazione della normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, riposo settimanale e attraverso la corresponsione di retribuzioni in palese contrasto con la contrattazione collettiva nonché con lasoglia di povertà“. Il tutto sotto la costante minaccia di essere“rispediti in India”in caso di ribellione alle sopracitate degradanti condizioni di lavoro. Una situazione, scrivono i pm, di“para-schiavismo”.

Gli operai avrebbero lavorato per 60 ore a settimana, 6 giorni su 7

I lavoratori sarebbero stati assunti tramite un reclutamento posto in essere dall’agenzia interinale “Dynamic House” (con sede a Nuova Delhi) a cui avrebbero dovuto corrispondere circa500.000 rupie, somma indicata dai magistrati milanesi come una sorta di“pizzo” per poter lavorare. Gli operai sarebbero poi stati fatti arrivaretramite distaccoin Italia.

Dalle dichiarazioni dei lavoratori, sentiti nelle indagini dei carabinieri, risulterebbe inoltre che molti di loro avrebbero percepito mensilmente “importi accreditati compresi tra1.200 e 1.500 euro, lavorando60 ore a settimana, 6 giorni su 7, dalle 6 del mattino alle 18/18:30 la sera. Dagli stipendi sarebbero stati sottratti circa500 euro per l’alloggio e circa 350/370 euro per il vitto. I lavori per la costruzione del consolato Usa sono iniziati quattro anni fa e dovrebbero terminare nel 2028.

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