Concistoro, Papa Leone chiude la Porta Santa e ritrova i cardinali

Un incontro, come si legge nella nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, che vuole rafforzare “la comunione tra il Vescovo di Roma ed i cardinali, chiamati a collaborare in modo particolare alla sollecitudine per il bene della Chiesa universale“, oltre a favorire “sostegno e consiglio al Santo Padre nell’esercizio della sua alta e gravoso responsabilità nel governo“

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All’indomani del sipario calato sull’Anno Santo dei due Papi che ha visto arrivare a Roma oltre 33 milioni di pellegrini, si volta pagina con il Concistoro straordinario convocato per tracciare le linee future della Chiesa. Fin dalle riunioni pre-conclave dei cardinali, la necessità di confrontarsi periodicamente è emersa come sugheri dall’acqua e Papa Leone XIV ha accolto e nutrito questa esigenza, ponendosi in ascolto dei porporati ai quali ha consegnato nuovamente i propri ruoli.

Prende il via il due giorni di Concistoro con la partecipazione variegata dei cardinali che arriveranno da tutto il mondo per tracciare le linee da perseguire insieme al Papa, su quelle che sono le principali questioni che riguardano la Chiesa. Concistoro che il Santo Padre ha deciso di convocare per concentrarsi specialmente sui temi della missione della Chiesa tracciata dalla Evangelii Gaudium, il rapporto tra la Chiesa universale e le Chiese particolari, la sinodalità, nonché il rapporto tra tradizione e liturgia.

I porporati sono quindi attesi intorno alle 12.30 nell’atrio dell’Aula Paolo VI per l’accoglienza, mentre i lavori cominceranno alle 15.30 nell’Aula Nuova del Sinodo, con il saluto del cardinale decano Giovanni Battista Re. Quindi, l’intervento introduttivo di Papa Leone.

La giornata volgerà al termine intorno alle 19.00 con un nuovo intervento del Pontefice e con la preghiera conclusiva. Nell’arco di questo primo giorno, i cardinali si riuniranno in gruppi di lavoro, di cui però non è ancora chiaro se si svolgeranno completamente a porte chiuse o se verrà comunque comunicata qualche informazione ai media. Quanto a giovedì, la giornata avrà inizio per le 7.30 con la celebrazione della messa del Papa con i cardinali nella basilica di San Pietro per poi riprendere i gruppi di lavoro. E il Concistoro volgerà al termine con le conclusioni tratte dal Pontefice.

Già tenendo l’udienza generale del mercoledì, Papa Leone XIV ha scandito i prossimi passi si compiranno ora che l’Anno giubilare si è concluso, “iniziamo un nuovo ciclo di catechesi dedicato al Concilio Vaticano II e alla rilettura dei suoi Documenti” poiché “si tratta del Magistero che costituisce ancora oggi la stella polare del cammino della Chiesa“. Uno spunto che non passa di certo in sordina in quanto scandisce già la prospettiva che si desidera adottare per il futuro.

San Giovanni Paolo II, alla fine del Giubileo del 2000, affermava così: ‘Sento più che mai i dovere di additare il Concilio, come la grande grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel secolo XX“, “anche se il tempo che ci separa da questo evento non è tantissimo, è altrettanto vero che la generazione di vescovi, teologi e credenti del Vaticano II ogni non c’è più“.

Piccoli grandi segnali di Papa Leone che verranno di certo affrontate anche nel Concistoro, la cui convocazione rientra di fatto nelle prerogative del Santo Padre e, come stabilito dal Codice di diritto canonico, avviene “quando lo suggeriscono peculiari necessità della Chiesa o la trattazione di questioni particolarmente gravi“. In questo caso specifico, ad aver suscitato una certa curiosità nonché stupore è l’assenza di qualsiasi motivazione, un’anomalia rispetto al passato.

Ciò che permane sullo sfondo è l’intenzione primaria di Prevost: restituire ai porporati quell’originario ruolo di principali collaboratori nel governo della Chiesa universale, ruolo che ha visto un forte ridimensionamento nel corso dei 12 anni di pontificato di Bergoglio. Difatti, lo scarso coinvolgimento del sacro collegio è stato anche uno dei nodi più criticati dell’”eredità” bergogliana nel corso delle congregazioni pre-conclave.

E il tema del Concilio II rappresenta anche come questo Concistoro possa delinearsi in un’occasione di confronto tra i cardinali anche su come far fronte a tutti i fedeli “tradizionalisti” che riconoscono il Concilio Vaticano II ma vorrebbero proseguire con la celebrazione della cosiddetta messa tridentina.

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