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Como, invia emoji all’amica e si salva dal compagno violento

A Como una donna manda un messaggio in codice con l’amica e riesce a denunciare il compagno violento

3 Min di lettura

L’ultima di una lunga serie di storie di violenza sulle donne oggi ha un lieto fine. Anni di abusi subiti da una cinquantenne di Como sono finiti anche grazie ad una storia di forte amicizia.

La donna, da anni vittima di violenze da parte del compagno, è riuscita a salvarsi grazie all’aiuto di un’amica fidata, e di una emoji. La vittima ha infatti deciso di confidare a quest’ultima le violenze subite per poi cercare di escogitare con lei un piano per far arrestare l’uomo.  Lo stratagemma prevedeva che, nel momento in cui il compagno fosse nuovamente diventato violento, la cinquantenne avrebbe inviato sulla chat Whatsapp dell’amica l’emoji del pollice all’insù. A quel punto la sua salvatrice non avrebbe dovuto far altro che avvisare le forze dell’ordine per poter cogliere l’uomo in flagrante.

emoji pollice all'insù
emoji pollice all’insù

Un escamotage intelligente, che però pone l’attenzione su un dettaglio trascurato: la necessità di inventare autonomamente possibilità di salvarsi, perché spesso chi di competenza fallisce. Sono troppo le vicende che si concludono in un femminicidio perché uomini violenti non possono essere arrestati a causa di mancanza di prove. Un problema che la cinquantenne di Como ha risolto cercando di far cogliere sull’atto il compagno.

Como, l’arresto

Alla fine, l’espediente creato dalle due amiche non è stato necessario. Due mesi fa la donna ha sporto denuncia autonomamente e l’uomo è stato arrestato con l’accusa di violenza domestica. È un uomo di circa 60 anni, di origine tunisina. La storia tra i due, fatta di violenze e soprusi, andava avanti da anni, ma pochi mesi fa l’uomo aveva preteso di trasferirsi a casa della donna per essere totalmente mantenuto da lei. Una donna, che aveva già da sola difficoltà economica, e che si era ritrovata un uomo violento in casa, che pretendeva da lei qualcosa che non poteva dare nemmeno a se stessa.

Le violenze ogni giorno peggiori, anche a causa della dipendenza da alcool dell’uomo, hanno spinto la donna a cercare aiuto in un’amica, che si è immediatamente resa disponibile. Eppure qualche giorno dopo la donna ha sporto denuncia autonomamente, probabilmente a seguito dell’ennesima violenza.

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