Giornali, radio, televisione e social network. Nel 2026, i mezzi per conoscerequello che accade intorno a noisono molteplici. Ma in questomare magnumdi opzioni, come si informano gli italiani? Secondo ilCensis(Centro Studi Investimenti Sociali),oggile prime cinque fonti di notizie più utilizzate sono i telegiornali (47,7%), Facebook (36,4%), i motori di ricerca su internet (23,3%), le televisioni all news (18,9%) e i siti web di informazione (17,2%). Emergono tuttavia delle differenze, giacché, in base all’età, gli italiani usano canali diversi per informarsi.
Stando a quanto riportato dalla ricerca “Il consumo di news nell’età delle piattaforme e il ruolo del servizio pubblico” realizzata dalCe.R.T.A(Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi della Università Cattolica), se per i giovani dellaGen Z(nati tra il 1997 e il 2012)i social appresentano la fonte primaria di informazione, i Baby Boomer (nati tra il 1946 e il 1964) sono ancora legati all’utilizzo dimedia tradizionali come radio e televisione. Dal canto loro, i Millennial (nati tra il 1981 e il 1996), combinano la tv con le testate online, prediligendo social come Facebook e YouTube.
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Come si informano gli italiani nel 2026? I giovani preferiscono notizie rapide e personalizzate, i Boomer sono ancora legati alla televisione
La Generazione Z, quindi, si informa principalmente grazie ai social media, soprattuttoInstagram e TikTok, consultando i profili delle testate giornalistiche. Dalla ricerca emerge infatti che per i più giovani l’informazione preferita è quella rapida, personalizzata e dinamicacon le notizie che vengo assorbite scorrendo il feed, piuttosto che cercate attivamente.
Al contrario, per i Boomer, ossia la generazione nata durante gli anni del boom economico,la televisione è il mezzo per eccellenza per informarsi e comprendere ciò che avviene nel mondo, ma restano centrali anche la radio e la carta stampata. Questi mezzi infatti unisconoabitudine, facilità d’accesso e un credito di fiduciaaccumulato nel tempo, grazie alla presenza di volti noti e familiari. Internet e, più in generale, i social, occupano invece un ruolo ancora marginale.
Come si informano gli italiani nel 2026? I Millennial faticano a trovare punti di riferimento
La situazione cambia leggermente per quanto riguarda i Millennial. Se da un lato infattila fascia di età 29-44 anni si informa per gran parte online, con le agenzie di stampa considerate come le fonti più autorevoli, questa generazione “si sente in balia di unsistema informativo fake, sfuggente, martellante, dove si faticano a trovare punti di riferimento“. E dato che i Millennial sono cresciuti con la televisione, la Rai è ancora percepita come punto di riferimento, così come molta fiducia viene data al personaggio diventato famoso in tv e oggi attivo sui social. Riguardo questi ultimi, la generazione dei nati tra il 1981 e il 1996 usa maggiormente Facebook e YouTube.
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