Un racconto colmo di paura quello delpadre del portiere di soli 13 anni chela scorsa domenica a Collegno è stato aggreditoda un uomo di 40 anni, papà di un ragazzino che giocava nella squadra avversariadella vittima. Il minore ha riportato diverse lesioni, tra cui una frattura del malleolo. La sua foto, con un gesso alla gamba e il collare ortopedico mentre si trovava in ospedale ha fatto in pochi attimi il giro del Paese e con essa anche l’indignazione.
A descrivere quegli attimi oggi c’è proprio il padre della vittima, presente al momento dell’aggressione. L’uomo confessa in una lettera a Salvo Sottile, poi pubblicata su “Lettere dal far West“, che suo figlio si era trovato in mezzo a quella che descrive come “unazuffa da ragazzini“, dove c’erano stati spintoni e anche un pugno. “Cose che succedono a quell’età, lo sport è anche questo“, ha dichiarato, sostenendo che la questione avrebbe potuto risolversi così, tornando a casa e dimenticando quanto accaduto.
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La situazione ha invece preso una piega imprevedibile con l’entrata in campo di uno degli adulti sugli spalti, che avrebbe raggiunto il 13enne e lo avrebbe aggredito. “Ho temuto che lo uccidesse“, ha raccontato l’uomo, ricordando di aver tentato di fermare l’altro 40enne: “Io, mingherlino, contro quella montagna alta due metri che prendeva a pugni mio figlio“.
In un’intervista aSkyTg24, il papà della vittima ha spiegato che suo figlio è ancora piuttosto scosso dall’accaduto, in quanto non si sarebbe mai aspettato che un genitore potesse entrare in campo e aggredirlo. “Era molto indemoniato“, ha aggiunto, sostenendo di aver cercato di fermarlo scagliandosi contro di lui. “Penso che tutti lo avrebbero fatto,ci siamo un po’ azzuffati“, ha raccontato, sottolineando che altre persone presenti sono poi intervenute per separarli.
“L’hanno tenuto sopra gli spalti, diviso da tutti perché anche i papà fuori erano indemoniatiperché una cosa del genere è inaccettabile“, ha concluso, ancora sotto shock per un evento che nessuno sarebbe stato in grado di prevedere.
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