Il ciclone Harry sarà il protagonista del dibattito europeo. La Conferenza dei presidenti del Parlamento Europeo ha infatti deciso di inserire all’ordine del giorno della prossima plenaria di Strasburgo, prevista per martedì, una discussione sugli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito duramente diverse aree del Mediterraneo, tra cui Sicilia, Sardegna e Calabria, oltre a Grecia, Portogallo e Malta.
Ad annunciarlo è Giuseppe Lupo, l’europarlamentare del Partito Democratico, che sottolinea come il confronto parlamentare, promosso dal gruppo dei Socialisti e Democratici, si inserisca in una ben più ampia iniziativa politica. La delegazione italiana del Pd, infatti, ha già presentato un’interrogazione alla Commissione europea per sollecitare l’attivazione immediata di fondi e strumenti di assistenza destinati ai territori colpiti.
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L’emergenza nei territori colpiti dal ciclone Harry
Secondo Lupo, il passaggio del ciclone Harry ha generato una crisi senza precedenti, aggravando le fragilità di molte aree già esposte a criticità infrastrutturali e soprattutto ambientali. I danni hanno interessato la mobilità, le attività produttive e i servizi essenziali, provocando anche emergenze abitative, come nel caso della frana che ha colpito il comune di Niscemi, in Sicilia.
Inoltre, l’eurodeputato evidenzia la necessità di un intervento che non sia solo limitato alla gestione dell’emergenza, ma orientato anche alla ricostruzione e alla prevenzione. Gli eventi climatici estremi, sottolinea, rappresentano ormai una sfida strutturale che richiede risposte rapide e a lungo termine per sostenere in modo concreto le comunità coinvolte.
Turismo in crisi: l’allarme da Catania
Parallelamente, le conseguenze economiche del ciclone Harry si fanno sentire anche sul comparto turistico della provincia di Catania. A lanciare l’allarme è la presidente di Confindustria Catania, Cristina Busi, che ha inviato una richiesta di intervento urgente alle istituzioni regionali e comunali per fronteggiare una situazione definita di straordinaria gravità.
“Il rischio concreto è che molte attività non riescano a riavviare le operazioni o a farlo in tempo per la prossima stagione estiva”, spiega Busi. La presidente continua evidenziando che anche nei casi dove non si registrano danni strutturali, il settore è comunque messo in ginocchio da cancellazioni a catena e dal crollo delle prenotazioni. Nello specifico, le richieste principali riguardano gli interventi immediati per la messa in sicurezza del territorio, l’accelerazione delle operazioni di rimozione dei detriti e la semplificazione delle procedure burocratiche necessarie ai lavori di ripristino.
Busi conclude evidenziando: “Le aziende che rappresentiamo sono alle prese con una crisi senza precedenti“.
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