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Chef Rubio e il post contro Israele, arriva la condanna

Chef Rubio è stato condannato dal tribunale di Milano a risarcire Linkiesta ed a rimuovere un post diffamatorio che definiva "sionista" la testata

4 Min di lettura

Lo Chef Rubio, all’anagrafe Gabriele Rubini, è stato condannato dal Tribunale di Milano a rimuovere un post pubblicato su X, ex Twitter, contenente un messaggio secondo la corte ingiurioso nei confronti della redazione di Linkiesta, in particolare per le accuse di sionismo rivolte alla redazione.

Lo chef è stato condannato a risarcire Linkiesta con 2700 euro e a rimuovere il post ritenuto diffamatorio. La decisione è stata resa pubblica proprio da Chef Rubio, che ha pubblicato la sentenza del Giudice sui suoi social, dichiarandosi non d’accordo con il giudizio: “Riporto la decisione del magistrato e vi do esecuzione anche se non lo condivido“.

Già qualche mese fa lo chef era stato denunciato da Liliana Segre dopo un post in cui le rivolgeva accuse molto pesanti, a causa dell’auspicio della senatrice di maggiore severità da parte dello Stato nei confronti dei medici no vax.

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La senatrice Liliana Segre

Molto più severa quanto? Roba da fustigazioni e manciate di sale sulle ferite? Gogna? Vergine di ferro? Giusto per capire i tuoi gusti #Auschwitz #cheschifo“, questo il post incriminato di Chef Rubio nei confronti della senatrice Segre, che gli ha assicurato una denuncia.

Il post di Chef Rubio su X

Il contenuto ora rimosso da X accusava di sionismo Linkiesta, con insulti e parole offensive e per questo il Tribunale di Milano ne ha richiesta l’immediata rimozione. La testata è stata definita dallo chef “una m*rda sionista che dovrà rispondere del suo supporto ai coloni terroristi ebrei“. Accuse pesanti che non hanno in alcun modo divertito Linkiesta che ha deciso di denunciare immediatamente il conduttore di Unti e Bisunti, accusato nuovamente per le sue esternazioni sui social.

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Gabriele Rubini, conosciuto dal pubblico come Chef Rubio

Oltre al risarcimento economico, il conduttore è stato anche costretto a rimuovere il post incriminato, secondo le disposizioni del giudice Andrea Manlio Borrelli. A sostituire il post di accusa contro Linkiesta lo chef ha pubblicato le disposizioni del tribunale, accompagnate da un suo commento di disapprovazione.

La denuncia di Liliana Segre contro Chef Rubio

Non è la prima volta che Chef Rubio finisce nei guai a causa delle sue ideologie, in particolare in riferimento allo Stato di Israele. Anche la sua biografia su X, sembra già descrivere perfettamente le sue idee: “Sionismo= Mafia, Genocidio, Pulizia Etnica, Colonialismo, Terrorismo, Razzismo, Fascismo, Supremazia“.

Già il 7 ottobre, giorno dello scoppio del conflitto in Medio Oriente, lo chef aveva mostrato le sue posizioni pro-Palestina con alcuni post che giustificavano il massacro del rave israeliano: “Raccontate le cose come sono andate e come stanno invece di diffondere menzogne intrise di odio antimusulmano, antiarabo e antisemita. Ballare a sfregio su terre occupate e vicino al carcere più grande al mondo comporta conseguenze“.

Subito dopo Gabriele Rubini ha dato sfogo alla sua rabbia con un altro posto in cui inveiva nuovamente sui partecipanti al rave preso d’assalto da Hamas: “Bello fare rave su terre occupate a fianco delle quali milioni di persone carcerate hanno 6 ore di elettricità al giorno acqua non potabile e vivono sotto assedio da 20 anni. I partigiani palestinesi hanno ‘messo in detenzione amministrativa’ coloni suprematisti ebraici illegali“.

Nessuna conseguenza in questo caso per lo chef, se non i commenti di chi ha deciso di prendere le difese di Israele.

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