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Chat sessiste Atm: un dipendente indagato per accesso abusivo a sistema informatico

La polizia locale di Milano, su delega della Procura della città, sta eseguendo una serie di perquisizioni informatiche nei confronti di sei dipendenti dell'azienda di trasporti coinvolti nel caso denunciato da una passeggera

3 Min di lettura

C’è almeno unindagato per accesso abusivo a sistema informaticonel caso dellachat sessistein cui sarebbero state diffuse e commentateimmagini di donne rubate dalle videocamere di sorveglianzadei mezzi Atm. La polizia locale di Milano, su delega della Procura della città diretta da Marcello Viola, sta eseguendo una serie diperquisizioni informatichenei confronti disei dipendentidell’azienda di trasporti, la quale da parte sua ha fatto sapere di aver aperto una propria indagine interna.

Chat sessiste Atm, il caso nato dalla segnalazione di una passeggera

Il caso è esploso dopo la segnalazione di una passeggera che viaggiava sul tram 15 e che si è ritrovata accanto ad un dipendente Atm fuori servizio. La donna, 26enne, ha raccontato di aver notato che quest’ultimo ingrandiva “in continuazione questa foto che ritraeva una ragazza di spalle”con lo zoom che “era sempre sui suoi glutei”. La ragazza ha spiegato di aver capito che fosse una chat tra dipendenti dal nome del gruppo,Ticinese staff, e per il fatto che alcuni contatti erano salvati con la scritta “Atm”.

Inoltre, la passeggera ha evidenziato che “c’erano altre immagini simili:tutte donne, tutte foto scattate da uno schermo a disposizione degli autisti o di chi controllava le telecamere. Tutte con lo stesso format sessista”. Atm ha subito aperto un’indagine interna e ha presentato una denuncia alla Polizia locale, poi trasmessa alla Procura di Milano, e un esposto al Garante della Privacy, promettendolinea duracontro i dipendenti coinvolti nel caso.

Le parole dell’assessore ai Trasporti della Regione Lombardia

Sulla vicenda è intervenuto ancheFranco Lucente, assessore ai Trasporti della Regione Lombardia. A margine della firma a Palazzo Lombardia di un’intesa tra la regione e il Cantone Ticino sullo sviluppo della mobilità transfrontaliera, il politico ha dichiarato che quanto accaduto “si commenta da solo, è una cosa che comunque lascia un po’ a desiderare e credo che l’azienda stia prendendo i giusti provvedimenti oltre al fatto che c’è un’indagine che farà il suo corso”.

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