Chat sessiste Atm, i pm cercano altre immagini: sequestrati i telefoni di 5 dipendenti 

L’inchiesta si allarga dopo il caso della chat “Ticinese Staff”. Gli investigatori vogliono accertare se siano stati effettuati altri accessi non autorizzati ai sistemi di videosorveglianza dell’azienda di trasporto milanese

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L’indagine sulle chat sessiste Atm, che coinvolgono proprio alcuni dipendenti dell’azienda di trasporto milanese, potrebbe assumere dimensioni più ampie. Infatti, la Procura di Milano, infatti, sta verificando l’eventuale esistenza di altri episodi di accesso illecito ai sistemi informatici dell’azienda di trasporto pubblico, con la possibile acquisizione e diffusione di immagini e video di passeggeri ignari. 

Secondo quanto riportato anche da La Repubblica, al centro dell’inchiesta c’è un conducente di tram di 58 anni, attualmente unico indagato, accusato di accesso abusivo a sistema informatico. L’uomo avrebbe ottenuto una fotografia di una giovane passeggera ripresa dalle telecamere di bordo e successivamente condivisa all’interno di una chat WhatsApp denominata “Ticinese Staff”, nella quale sarebbero comparsi commenti offensivi e sessisti sull’aspetto fisico della donna. Gli investigatori stanno cercando di capire se la stessa modalità sia stata utilizzata anche in altre occasioni.

Le perquisizioni e i dispositivi sequestrati

Per fare luce sulla vicenda, laProcuraha disposto una serie di perquisizioni domiciliari che hanno coinvolto non soltanto il tranviere indagato, ma anche altri quattro colleghi presenti nella chat. Sebbene questi ultimi non risultino formalmente indagati, gli agenti della Polizia Locale hanno sequestrato telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici che potrebbero contenere elementi utili alle indagini.

L’obiettivo è verificare la presenza di ulteriori fotografie o filmati provenienti dai sistemi di videosorveglianza dei mezzi Atm. I pm Grazia Colacicco e Carlo Parodi hanno già acquisito i primi file dai dispositivi sequestrati, ma l’analisi approfondita richiederà una consulenza tecnica specializzata. Attraverso copie forensi delle memorie digitali sarà possibile ricostruire eventuali condivisioni, o trasferimenti di contenuti avvenuti nel tempo.

Come è partita l’inchiesta sulle chat sessiste Atm e le indagini in corso

La vicenda è emersa grazie all’iniziativa di una passeggera di 26 anni che, notando il comportamento del conducente durante il servizio, ha scattato una fotografia e l’ha pubblicata online. Da quel momento sono emersi gli screenshot della conversazione WhatsApp che hanno suscitato indignazione del web e portato all’apertura di un fascicolo sulle chat sessiste Atm da parte della Procura di Milano.

Intanto, Atm ha avviato un procedimento disciplinare interno che ha già portato alla sospensione dal servizio e dallo stipendio dei cinque dipendenti coinvolti. Inoltre, l’azienda ha presentato una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali

Gli investigatori stanno ora concentrando l’attenzione sul sistema di videosorveglianza dei tram, accessibile esclusivamente al personale autorizzato, per comprendere se ci siano state altre violazioni della privacy dei passeggeri e se eventuali immagini siano state diffuse anche al di fuori delle chat sessiste Atm finite sotto accusa.

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