“L’assemblea generale della Cgil ha deciso lo sciopero generale per il 12 dicembre“. E’ per voce di Fulvio Fammoni, presidente dell’assemblea generale del sindacato, che nella giornata odierna ha riunito i delegati, che arriva l’annuncio in apertura dell’incontro.
“Argomenti e ragioni per proclamare lo sciopero sono fin troppi“, ha ribadito con una certa fermezza Christian Ferrari, membro della segreteria nazionale della Cgil, che con poche parole descrive l’atmosfera percepita. L’affondo infatti è inferto direttamente alla legge di Bilancio che è stata definita “ingiusta“. Una manovra che, come tiene a ribadire Ferrari, “premia i più ricchi e non i più poveri, che incentiva le disuguaglianze e che prevede una crescita sostanzialmente zero“.
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Parole scandite con polso fermo e che riecheggiano nell’aula dell’assemblea dei delegati riuniti in quel di Firenze, dove il segretario generale di Cgil, Maurizio Landini, chiuderà l’evento “Democrazia al lavoro” con il suo intervento. E così, in un venerdì nero di scioperi locali che si preannuncia con disagi di vario genere, arriva l’annuncio dell’astensione dal lavoro di tutti i settori e di tutti i lavoratori e delle lavoratrici indetta per il prossimo 12 dicembre.
La critica alla Manovra che “aiuta i ricchi” è stata avanzata prima da Istat e Bankitalia nell’ambito delle audizioni nelle commissioni Bilancio di Senato e Camera, dove a finire sotto la lente è l’aliquota fiscale, il taglio al 33%. La critica mossa è che la misura con il taglio delle tasse produca i suoi effetti soprattutto a beneficio delle fasce di reddito più alte.
Landini: “Ecco perché scioperiamo”
Punti di vista condivisi anche da Landini, difatti, che ribadisce l’intenzione di cambiare la Manovra. Prima di salire sul palco e prendere la parola a Firenze, il segretario generale del sindacato ha posto l’accento sull’emergenza identificata nel salario, che va aumentato. Si chiedono risorse aggiuntive “perché il rinnovo dei contratti dei pubblici dipendenti sia una cosa seria, non una mancia“, ha tuonato Landini chiedendo anche una detassazione per tutti i contratti, pubblici e privati senza tetti di reddito, oltre che “venga restituito il fiscal draf“.
E la problematica sollevata dal segretario della Cgil, si esemplifica nei “dipendenti e pensionati in questi ultimi tre anni che hanno pagato 25 miliardi di tasse in più che non dovevano pagare“. Quindi, “di fronte all’aumento dei prezzi e dell’inflazione non sono stati adeguati“. Ma gli investimenti, per Landini devono prefissare la priorità della sanità pubblica. “Ci sono – ricorda – 6 milioni di persone che non si possono curare e liste di attesa che non finiscono più”. Uno scenario ce si veste sempre più di una pesante atmosfera “per chi lavora in sanità, medici e infermieri fanno turni gravosissimi“, quindi “servono assunzioni“. E nello stesso modo, urge la necessità di investire anche su scuola e istruzione, nonché sui servizi sociali.
Quanto al fisco, Landini ha le idee piuttosto chiare: “Lo pagano lavoratori dipendenti e pensionati, la tassazione su lavoro e pensioni è più alta di quella sui profitti e sulle rendite finanziarie immobiliari. Ma il sistema progressivo deve riguardare tutti i redditi“.
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