Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio diChiara Poggiavvenuto il 13 agosto 2007 aGarlasco, avrebbe avuto tra i 18 e i 20 anni unaforte ossessione amorosa. Tuttavia, secondo i suoi legali, questa non sarebbe stata rivolta alla vittima.
Gli avvocatiAngela TacciaeLiborio Cataliottistarebbero valutando la possibilità di far testimoniare la reale destinataria di quell’interesse, per chiarire definitivamente la questione. Taccia, amica storica di Sempio, ha ricordato chiaramente quella fase: una “fissazione”per una ragazza più giovane, senza alcun legame con Chiara Poggi.
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Intanto, oltre ad Andrea Sempio, saranno interrogati ancheMarco Poggi,Paola e Stefania Cappa, rispettivamente fratello e cugine di Chiara Poggi in quanto “persone informate sui fatti nell’ambito dell’indagine”. Secondo i social del Tg1, solo poco fa, sarebbero stati consegnati loro gli inviti per presentarsi domani all’interrogatorio.
I post e il “periodo nero” di Sempio
Invece, nell’ambito delle indagini su Sempio, un elemento significativo emergerebbe da unpost del gennaio 2011, in cui Sempio descrive una fase difficile della sua vita, definita come “periodo nero” seguito da una lenta ripresa. In quel racconto compare anche il riferimento a unadelusione sentimentale,definita con il termine “one itis”, vissuta come unaforte batosta.
Lo stesso post ricorda poi untentativo successivo della ragazza di riavvicinarsi, ignorato però da Sempio. La difesa starebbe valutando di citare la ragazza in questione per testimoniare a favore di Sempio. Ma, sa prescindere da questo caso specifico, appare chiaro che il tema dell’ossessione sentimentaleresta ricorrente.
L’attività online e il profilo emerso
Infatti numerosi riferimenti alla “one itis” compaiono anche nei messaggi pubblicati tra il2009 e il 2016sul forum “Italian Seduction”, una piattaforma dedicata a strategie di approccio nelle relazioni.
Sempio avrebbe scritto oltre3000 messaggi,alcuni dal contenuto più problematico. Da questo materiale, gli esperti avrebbero delineato unprofilo caratterizzato da difficoltà relazionali e da un atteggiamento diretto e talvolta senza freni inibitori nei confronti delle donne.
La nuova ricostruzione dell’omicidio a Garlasco
Parallelamente, le nuove indagini dellaProcura di Paviastanno ridefinendo la dinamica deldelitto. A differenza delle prime ipotesi, secondo cui la vittima avrebbe aperto volontariamente la porta, ora si ritiene che l’aggressore possa essere entrato senza essere visto,sfruttando una porta non chiusa a chiave. Questo elemento spiegherebbe lacolluttazioneiniziale evidenziata dalle analisi medico-legali e dall’analisi degli schizzi di sangue sulle pareti.
Secondo i pubblici ministeri, Chiara Poggi avrebbe tentato di reagire erialzarsi, ma sarebbe stata colpita più volte, fino a essere spinta dalle scale verso lacantina. I colpi finali, inferti quando era già incosciente, sarebbero stati quelli fatali. Le tracce di sangue rilevate sui muri, con angolazioni diverse, confermerebbero questa dinamica.
I dettagli finali e gli interrogativi
Gli inquirenti ritengono inoltre che l’aggressore non si sia lavato nel bagno vicino alle scale,ma abbia tentato di ripulirsi altrove, forse in cucina, dove è stata trovata una goccia di sangue.
Nel complesso, il quadro investigativo appare oggi più articolato e dettagliato, ma restano ancora elementi da chiarire. La combinazione tra nuovi dati tecnici e ricostruzioni difensive mostra quanto il caso sia ancora apertoa interpretazioni e verifiche, nonostante il tempo trascorso.
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