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Cascina Spiotta, chiesto l’ergastolo per Curcio e Moretti: 21 anni per Azzolini

La Procura chiede pene massime per i due ex leader delle Brigate Rosse e una condanna ridotta per l’ex militante che ha ammesso la sua presenza nello scontro a fuoco alla Cascina Spiotta nel 1975

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Il 5 giugno del 1975, durante un conflitto a fuoco tra Carabinieri e Brigate Rosse, allaCascina Spiottanei pressi di Acqui Terme morirono il brigadiereGiovanni D’Alfonsoe la brigatistaMargherita (Mara) Cagol. Dopo 50 anni dai fatti prosegue il processo a carico dei tre ex brigatisti rossiRenato Curcio, Mario Moretti e Lauro Azzolini.

Le richieste della pubblica accusa alla Corte d’Assise di Alessandria sono:ergastoloper Curcio e Moretti,21 annidi carcere per Azzolini. Il pmEmilio Gattiha spiegato di non poter riconoscere attenuanti per i primi due ma ha sottolineato che “la pena si può adattare alla persona” attraverso diversi strumenti previsti dall’ordinamento, come ad esempio lacontinuazione del reato.

Le posizioni degli imputati

PerAzzolini, che durante il processo ha ammesso la propria presenza alla Cascina Spiotta durante lo scontro a fuoco, la Procura ha chiesto ilriconoscimento delle attenuanti genericheequivalenti alle aggravanti.

Secondo l’accusa, invece, la stessa soluzione non sarebbe applicabile per Curcio e Moretti. Il pm ha contestato a Curciodichiarazioni ritenute non veritieredurante le indagini, anche perché in contrasto con alcuni passaggi dei suoi stessi scritti. Quanto a Moretti, il magistrato ha evidenziato ilmancato rilascio di dichiarazioni.

Gatti ha inoltre definito Curcio una figura “apicale” nelleBrigate Rosseanche nel periodo del 1975, contestando la ricostruzione fornita dall’ex leader dell’organizzazione.

L’accusa: concorso morale nell’omicidio a Cascina Spiotta

Curcio e Moretti sono accusati diconcorso moralenell’omicidio del carabiniere D’Alfonso, mentre secondo la ricostruzione della Procurasarebbe stato Azzolini a sparare materialmentedurante lo scontro. L’inchiesta era stata riaperta dopo l’esposto presentato daBruno D’Alfonso, figlio del carabiniere ucciso, assistito dagli avvocatiNicola Brigida e Guido Salvini, sulla base di nuovi elementi investigativi.

Lo scontro alla Cascina Spiotta avvenne nel contesto del sequestro dell’imprenditoreVittorio Vallarino Ganciada parte delle Brigate Rosse. Nella sparatoria morirono ancheMara Cagol,moglie di Curcio e figura storica delle Br.

La confessione di Azzolini

Nel corso del processo Azzolini ha ammesso la sua presenza alla Cascina Spiotta. “C’ero in quel minuto breve di 50 anni fa quando tutto precipitò”, aveva dichiarato davanti alla Corte d’Assise di Alessandria, ricordando quei momenti come “un inferno” e parlando della morte di Mara Cagol come di un dolore rimasto indelebile.

La sentenza dovrà ora stabilire le responsabilità definitive per uno degli episodi più controversi degli anni di piombo.

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