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Cardinal Becciu, si torna in aula per il processo d’appello

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Nella nuova aula del tribunale vaticano, inizia l’appello relativo alla compravendita di un palazzo al centro di Londra per la quale il cardinalAngelo Becciuè stato accusato di peculato e truffa, ricevendo una condanna in primo grado a cinque anni e sei mesi. Fiancheggiato e sostenuto dal suo difensore di sempre, l’avvocato Fabio Viglione e da Maria Concetta Marzo, Sua Eminenza si difenderà per riprendere in mano la sua onorabilità.

Il processo riguarda quindi i fondi riservati della segretaria di stato vaticana utilizzati per la compravendita di unpalazzo in Sloane Avenue. Dinanzi alla nuova corte di secondo grado presieduta da monsignor Alejandro Arellano Cedillo, decano della rota romana, affiancato da due giudici laici, ci saranno l’imputato, il cardinale Angelo Becciu e il promotore di giustizia,Alessandro Diddi. L’accusa, nell’ordinamento vaticano, viene infatti sostenuta dallo stesso promotore sia in primo, che in secondo grado.

Nella impugnazione della sentenza di primo grado presentata lo scorso 8 agosto dall’ufficio del promotore di giustizia, si chiede la condanna in secondo grado di Becciu anche per “la subordinazione di monsignor Alberto Perlasca“, fattispecie di reato non riconosciuta in primo grado.

Si deve verificare se nelle azioni di Angelo Becciupossano rinvenirsi gli estremi della minaccia– scrivono i pm Diddi e Gianluca Perone-,tenuto conto che secondo la definizione ormai prevalente essa ricorre quando si prospetta un male ingiusto in grado di perturbare la serenità morale dell’individuo“. 

La sentenza pronunciata dal presidente del Tribunale, Giuseppe Pignatone, riteneva che Becciu non solo avesse “tratto in inganno il nuovo sostituto (Segretario di Stato ndr) e i suoi vecchi collaboratori, ma avesse addirittura tenuto gravi condotte in danno del Santo Padre, giungendo persino a preordinare ed eseguire una registrazione di una loro conversazione telefonica, per poi diffonderla anche tra i suoi familiari“.

In primo grado, secondo la sentenza emessa, Becciu in sostanza, con l’acquistato del palazzo dalla Segreteria di Stato nel 2014 a titolo di investimento, avrebbe provocato perdite alle Casse vaticane di almeno139 milioni di euro. A luglio 2022 il Vaticano ha rivenduto l’edificio. Oggi, quindi, a 644 giorni dalla sentenza in primo grado, riparte il dibattimento con cinque udienze previste nella prima settimana. 

Intanto, il cardinale ribadisce con fermezza: “Sempre agito nell’interesse della Santa Sede“. Becciu aveva ritenuto opportuno fare un passo indietro nell’ultimo Conclave non partecipando al voto, ma alle congregazioni generali, proclamando ancora una volta la sua innocenza. In questi mesi, Sua Eminenza ha anche presentato, anche con un esposto alla procura di Roma, una lunga memoria che metterebbe in discussione l’intero processo di primo grado. Becciu, infatti,ritiene che i suoi principali accusatori abbiano fabbricato prove e di essere stato vittima di un complotto. L’esito dunque non sembra affatto scontato.

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