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Carceri, Antigone: 64.436 detenuti e sovraffollamento al 139%

Il XXII Rapporto denuncia il calo dei posti disponibili: meno 537 dall’avvio del Piano carceri. Raddoppiati i bambini in carcere con le madri e rallentano le misure alternative

4 Min di lettura

Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano presenti 64.436 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti, che si riducono a 46.318 effettivamente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%, con una pressione che continua a gravare sull’intero sistema penitenziario. Questi sono i dati che emergono dal XXII Rapporto di Antigone, l’associazione che da anni monitora le condizioni di detenzione in Italia.

La situazione che si evidenzia è critica, sono ormai 73 gli istituti con un tasso di affollamento pari o superiore al 150%, mentre in 8 strutture si supera addirittura la soglia del 200%. Le carceri non sovraffollate risultano appena 22 in tutta la penisola. Numeri che porta a riaprire il dibattito sull’efficacia delle politiche penitenziarie e delle misure alternative alla detenzione.

I posti in calo e il Piano carceri

Nonostante l’annuncio di un Piano carceri da parte del governo, la disponibilità effettiva è diminuita di 537 unità dall’avvio del piano stesso. Una problematica che incide direttamente sul tasso reale di affollamento, aggravando la distanza tra capienza teorica e effettive condizioni operative.

Secondo quanto evidenziato nel rapporto, la differenza tra capienza regolamentare e posti realmente disponibili rappresenta uno degli aspetti centrali della crisi. Infatti, molti spazi risultano inutilizzabili per carenze strutturali, lavori in corso o inagibilità di intere sezioni. 

Il numero dei bimbi con le detenute madri e le misure alternative

A rendere il quadro ancora più complesso è il raddoppio del numero di bambini che vivono in carcere con le madridetenute. Al 31 marzo scorso erano 26 i minori presenti negli istituti penitenziari italiani insieme a 22 madri11 delle quali straniere. Solo un anno prima, al 30 aprile 2025, i bambini erano 11, mentre a metà 2025 erano saliti a 19. In particolare, i minori si trovano negli istituti di Milano San Vittore, Lauro, Torino, Roma, Milano Bollate e Messina. Secondo Antigone, l’aumento era stato previsto dopo l’emanazione del decreto-legge sicurezza che ha eliminato l’obbligo di rinvio dell’esecuzione della pena per donne incinte o con figli di età inferiore a un anno, segnando “un passo indietro” rispetto ai progressi degli ultimi anni.

Sul fronte delle misure alternative, il dossier segnala un rallentamento definito “estremamente preoccupante”. Le prese in carico degli Uepe per l’affidamento in prova ai servizi sociali sono scese dalle 26.151 del 2024 alle 24.627 del 2025, la detenzione domiciliare è passata da 14.247 a 13.519 nuovi casi nello stesso periodo. A fine 2025 erano 24.348 le persone detenute con un residuo pena inferiore ai tre anni, potenzialmente ammesse a misure alternative, di cui 7.790 con meno di un anno da scontare. 

Intanto, oltre il 60% dei detenuti trascorre quasi l’intera giornata chiuso in cella e solo il 22,5% è inserito in sezioni a sorveglianza dinamica. Le recenti restrizioni internenelle carceri, secondo l’associazione, non avrebbero ridotto le tensioni, le aggressioni contro la polizia penitenziaria sono aumentate del 12,4%, quelle tra detenuti del 73% rispetto al 2021, mentre gli atti turbativi dell’ordine e della sicurezza risultano in crescita del 27,6%.

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