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Carceri, Antigone: ‘Emergenza umanitaria aggravata dal caldo’. Sovraffollamento record e 38 suicidi nel 2026

Il report di metà anno dell'associazione denuncia carceri al collasso: celle oltre i 40 gradi, sovraffollamento al 139,7% e accuse al governo per le politiche penali e la gestione dell'emergenza

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Le carceri italiane stanno vivendo una “gravissima emergenza umanitaria strutturale“, aggravata dall’ondata di caldo estiva e da politiche che, secondo Antigone, non solo non affrontano la crisi, ma in alcuni casi ne accentuano lecriticità. È quanto emerge dal rapporto di metà anno 2026 dell’associazione, che fotografa un sistema penitenziario sempre più sotto pressione.

Sovraffollamento ai massimi dal 2013

Al 28 luglio 2026 i detenuti sono64.741a fronte di46.343 posti effettivamente disponibili, con un tasso di affollamento reale del139,7%, il più alto dal 2013, anno della condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per trattamenti inumani e degradanti.

La situazione è particolarmente critica in alcune regioni:Puglia( 180,4%)Molise:(165,9%)Basilicata:(162,5%)Lombardia:(157,9%). In sei istituti i detenuti sono oltre il doppio della capienza regolamentare, con punte del256,8% a Lucca, del223,6% a Milano San Vittoree del220,8% a Latina.

Secondo le 72 visite effettuate da Antigone negli ultimi dodici mesi, nel44% degli istitutilo spazio calpestabile nelle celle scende sotto il limite minimo di3 metri quadrati per detenuto. Nel 2025 i reclami accolti dalla magistratura di sorveglianza per trattamenti inumani o degradanti sono stati6.539, il 12% in più rispetto all’anno precedente.

Estate nelle carceri: celle oltre i 40 gradi

L’associazione descrive un’estate “al limite della sopravvivenza“. Oltre il60% della popolazione detenutaè sottoposta al regime dicustodia chiusa, trascorrendo gran parte della giornata in celle sovraffollate dove le temperature superano i40 gradi.

In diversi istituti lefinestre risultano schermate, limitando il ricambio d’aria. A peggiorare la situazione contribuiscono lacarenza di ventilatori,spesso inaccessibili ai detenuti indigenti, e la direttiva del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del 23 aprile 2026 che ha vietato frigoriferi nelle celle, consentendone l’utilizzo solo negli spazi comuni.

Il rapporto segnala inoltreinfestazioni di cimici da lettonegli istituti di Venezia, Monza e Pisa eproblemi di approvvigionamento idrico, come nel carcere di Milano Opera, dove un guasto ha imposto la distribuzione di bottiglie d’acqua da parte della Croce Rossa.

Durante il periodo estivo, inoltre, lasospensione delle attività scolastichee il rallentamento del volontariato aumentano l’isolamento dei detenuti, favorendo, secondo Antigone, il rischio suicidario.

Salute mentale: 38 suicidi nei primi sette mesi del 2026

Il report evidenzia un forte disagio psichico all’interno degli istituti. Nei primi sette mesi del 202638 detenuti si sono tolti la vita. La vittima più giovane aveva21 anni, la più anziana73. La metà dei suicidi riguarda persone straniere. In crescita anche gli episodi di autolesionismo, con una media di26,5 atti ogni 100 detenuti.

Secondo Antigone il9,3%dei detenuti presenta gravi diagnosi psichiatriche; il20,5%assume stabilizzanti dell’umore, antipsicotici o antidepressivi; il46%fa ricorso a sedativi o ipnotici.

Le accuse al governo

Antigone punta il dito contro l’esecutivo, accusandolo diperseguire una politica di “populismo penalefondata sull’aumento dei reati e sull’inasprimento delle pene, senza affrontare le cause strutturali della crisi. L’associazione ricorda che il piano di edilizia penitenziaria, avviato nel 2025, prevedeva la creazione di10mila nuovi posti entro il 2027, ma sostiene che, dopo oltre un anno e mezzo, i posti effettivamente disponibili siano diminuiti di424 unità.

Anche le misure alternative alla detenzione, aggiunge Antigone, sarebbero diminuite del7%nel primo semestre del 2026. “Il sovraffollamento carcerario è l’effetto diretto e drammatico di un governo che crea continuamente nuovi reati e inasprisce le pene”, afferma il presidente dell’associazione,Patrizio Gonnella, secondo cui il sistema penitenziario continua a produrre marginalità e recidiva invece di favorire il reinserimento sociale.

Il Pd: “Fallita la funzione di recupero”

Sul rapporto è intervenuta anche la deputata del Partito DemocraticoMichela Di Biase, componente della Commissione Giustizia della Camera. Secondo l’esponente dem, l’aumento del50% dei minorenni detenutidimostra “il fallimento dello Stato nella sua funzione di recupero, inclusione sociale e prevenzione”.

Di Biase critica la strategia del governo, sostenendo che il solo inasprimento delle pene non costruisca maggiore sicurezza e chiede invece investimenti in scuola, servizi sociali, giustizia minorile e percorsi di inclusione per i giovani più fragili.

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