Prosegue la discesa dei prezzi dei carburanti sulla rete italiana. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, rilevati nella mattinata di oggi, la benzina in modalità self service scende a una media di 2,084 euro al litro, contro i 2,111 euro registrati ieri. In calo anche il gasolio, che passa da 2,316 a 2,285 euro al litro.
La riduzione interessa anche la rete autostradale, dove il prezzo medio della benzina self si attesta a 2,122 euro al litro, rispetto ai 2,138 euro di ieri. Per il diesel la media è invece di 2,328 euro al litro, contro i 2,345 euro della precedente rilevazione.
Il calo arriva mentre il mercato energetico continua a essere caratterizzato da forti oscillazioni e dopo l’intervento delle principali società del settore sui prezzi alla pompa.
Plenitude, completato il riassetto azionario
Sul fronte energetico, Eni ha intanto annunciato di aver completato, insieme agli attuali soci Ares Management Alternative Credit funds ed Energy Infrastructure Partners (EIP), il riassetto della struttura azionaria di Plenitude.
L’operazione è stata realizzata attraverso un aumento di capitale non proporzionale da 1,56 miliardi di euro: Ares ha sottoscritto 1,08 miliardi, mentre Eni ha contribuito con 480 milioni. L’operazione attribuisce a Plenitude un equity value pre-money pari a 10,75 miliardi di euro, che sale a circa 13,1 miliardi considerando l’enterprise value.
Dopo il perfezionamento dell’operazione, il capitale della società è suddiviso tra Eni, con il 65,03%, Ares, con il 26,24%, ed EIP, con l’8,73%.
Controllo congiunto tra Eni e Ares
Il nuovo accordo modifica anche la governance della società. Eni e Ares eserciteranno il controllo congiunto su Plenitude, con il conseguente deconsolidamento della società dal bilancio consolidato di Eni.
Il nuovo consiglio di amministrazione sarà composto da nove membri: cinque indicati da Eni, compreso l’amministratore delegato, tre da Ares, tra cui il presidente, e uno da EIP. Per alcune decisioni strategiche, come l’approvazione del budget e dei piani aziendali, saranno necessarie maggioranze qualificate che prevedono anche il voto favorevole di almeno uno degli amministratori indicati da Ares.
Eni manterrà comunque il controllo di diritto sulla società e continuerà a esercitare le attività di direzione e coordinamento previste dall’articolo 2497 del Codice civile, nei limiti compatibili con il nuovo assetto e con gli accordi tra soci.
L’obiettivo: sostenere la crescita
Secondo Eni, il riassetto rafforza la struttura patrimoniale di Plenitude e rientra nella strategia del gruppo di valorizzazione delle proprie società satellite. L’operazione dovrebbe inoltre consentire a Eni di destinare ulteriori risorse allo sviluppo dei propri business, alla sicurezza energetica e alla creazione di valore nel lungo periodo.
Per Francesco Gattei, chief Transition & Financial Officer di Eni, il nuovo assetto rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Plenitude e conferma l’efficacia del modello societario adottato dal gruppo. La nuova struttura, ha sottolineato, apre ulteriori opportunità di sviluppo per la società, attiva in un mercato caratterizzato dalla progressiva diversificazione e decarbonizzazione dell’offerta.
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