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Capotreno ucciso, fermato il 36enne sospettato: era a Desenzano, agli agenti è apparso in stato confusionale

"So di essere ricercato, ma non so il perché", avrebbe dichiarato davanti agli agenti al momento del fermo. Si tratta di un uomo di 36 anni, originario della Croazia, conosciuto dalla Polizia Ferroviaria a causa di alcuni episodi che lo hanno visto protagonista a bordo dei convogli

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È stato fermato il 36enne sospettato di aver sferrato la coltellata mortale ad Alessandro Ambrosio, il capotreno di Ferrovie dello Stato che è stato trovato senza vita lunedì sera nel parcheggio del piazzale Ovest della stazione di Bologna. Il sospettato è stato trovato senza documenti, ma la sua identificazione è stata possibile grazie ad un particolare sistema di comparazione delle impronte dagli agenti del commissariato di Desenzano del Garda.

Nel momento in cui lo strumento ha identificato il 36enne come possibile autore del delitto, le forze dell’ordine hanno diramato una sua foto a tutte le pattuglie del Nord Italia. Come immaginato, l’uomo avrebbe potuto essersi allontanato. Il ritrovamento è infatti avvenuto a Desenzano, in provincia di Brescia, dove l’uomo è stato trovato in una sorta di stato confusionale. Davanti agli agenti intervenuti avrebbe sostenuto di sapere di essere ricercato, ma di non essere a conoscenza del perché. Il 36enne è stato quindi trasferito in caserma.

Capotreno ucciso, cosa sappiamo del sospettato

Originario della Croazia, in Italia non ha contatti con altre persone del territorio e vive senza fissa dimora. Secondo una prima ricostruzione dei suoi spostamenti dopo la sera del 5 gennaio, sembra che questo abbia cercato rifugio in un centro per senzatetto, dove avrebbe passato la notte. Il giorno dopo sarebbe salito su un treno regionale diretto a Milano. A bordo avrebbe avuto però atteggiamenti molesti e aggressivi, anche con il personale del treno e per questo era stato fatto scendere a Fiorenzuola, nel Piacentino, poco prima delle 20 di ieri.

In quell’occasione, le forze dell’ordine lo hanno identificato e poi rilasciato. In quel momento, infatti, la foto segnaletica non era stata ancora diffusa. Il fermato sarebbe quindi un personaggio già noto alle forze dell’ordine e alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio. Ciò che ancora non appare chiaro è il movente che lo avrebbe spinto a colpire il capotreno.

Capotreno ucciso, oggi lo sciopero indetto dai sindacati

A non darsi una spiegazione sono anche i famigliari e gli amici della vittima. “Mio figlio non aveva nemici, non aveva litigato con nessuno, questo è un delitto inspiegabile, ha sostenuto suo padre al Tg1, devastato dal dolore. Alessandro era appassionato di musica e suonava con alcuni amici del Centro Culturale Anzolese. Anche loro si sono stretti nel dolore, come testimonia il messaggio da loro diffuso: “Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così. Una vita di un ragazzo, di un uomo, vissuta con estrema gentilezza, di un educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia“.

Oggi, proprio a seguito di una morte brutale e inspiegabile, le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Af dell’Emilia-Romagna hanno deciso di proclamare uno sciopero del trasporto ferroviario regionale di 8 ore, ovvero dalle 9 alle 17 di oggi. In concomitanza con la mobilitazione, indetta “considerato il grave pregiudizio e pericolo per la sicurezza della salute di lavoratrici e lavoratori delle attività ferroviarie”, si terrà, a partire dalle 10, un presidio spontaneo in Piazza Medaglie d’Oro, antistante l’ingresso della stazione e sarà anche deposto un fiore a ricordo del giovane assassinato.

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