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Terremoto Campi Flegrei, il Cnr non esclude nuove scosse anche più forti

Dopo il terremoto prosegue lo sciame sismico e le verifiche sugli edifici. Circa 300 sfollati, 26 feriti e decine di controlli ancora in corso

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Il terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito l’area dei Campi Flegrei continua a mantenere alta l’attenzione delle autorità e della comunità scientifica. Secondo Andrea Billi, ricercatore dell’Istituto di Geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Geo), non è possibile escludere che nelle prossime ore o nei prossimi giorni possano verificarsi nuove scosse, anche di intensità superiore rispetto a quella già registrata. “Non è possibile prevederne la durata, il numero o la magnitudo delle scosse, né escludere in modo assoluto un superamento dell’attuale record”, ha sottolineato l’esperto.

Allo stesso tempo, però, invita a non collegare automaticamente il sisma a un’imminente eruzione vulcanica. Infatti, allo stato attuale il livello di allerta per i Campi Flegrei resta fissato al giallo, mentre il riferimento per la popolazione rimane quello delle comunicazioni ufficiali della Protezione Civile e degli enti scientifici che monitorano costantemente la caldera.La scossa, localizzata tra Pozzuoli e Quarto a una profondità di circa 3 chilometri, è stata avvertita distintamente non solo nell’area flegrea ma anche a Napoli, sull’isola d’Ischia e nella penisola sorrentina. Proprio la ridotta profondità dell’ipocentro ha contribuito a rendere il terremoto particolarmente percepibile dalla popolazione. 

Il bradisismo e monitoraggio costante dei Campi Flegrei

Il sisma osservato ai Campi Flegrei si inserisce nel fenomeno del bradisismo che da secoli caratterizza la vasta caldera vulcanica. Il lento sollevamento e abbassamento del terreno rappresenta una peculiarità dell’area ed è testimoniato anche dalle celebri colonne del Serapeo di Pozzuoli, che conservano i segni delle antiche oscillazioni del livello del suolo. Dopo circa vent’anni di subsidenza, dal 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento che continua ancora oggi e che, secondo gli studiosi, è strettamente collegata all’attività del sistema vulcanico e idrotermale presente nel sottosuolo.

Billi spiega che il bradisismo è determinato dalle variazioni di pressione e temperatura provocate dall’accumulo di acqua, vapore, anidride carbonica e altri gas nelle profondità della caldera, con possibili contributi provenienti anche dal magma più profondo. L’aumento della pressione provoca la deformazione delle rocce e il rigonfiamento del terreno. Quando le tensioni superano la resistenza delle rocce, queste si fratturano liberando energia sotto forma di onde sismiche. 

I soccorsi, le verifiche e l’assistenza ai cittadini

Sul fronte dell’emergenza, prosegue senza sosta il lavoro dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. Sono attualmente impegnate circa 50 unità operative, affiancate da 5 nuclei specializzati MO.RECS dedicati alle verifiche speditive della stabilità degli edifici. Da dopo il terremoto sono già stati completati una cinquantina di interventi, mentre altre 80 richieste restano ancora da esaminare secondo un ordine di priorità basato sulla sicurezza delle persone e delle strutture. Inoltre, per rafforzare i soccorsi nell’area dei Campi Flegrei sono arrivate squadre provenienti dagli altri comandi provinciali della Campania.

Il bilancio provvisorio parla di circa 300 persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa dei danni riscontrati sugli edifici, anche se il numero potrebbe aumentare con il proseguire delle ispezioni tecniche. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha confermato il ferimento di 26 persone, di cui 21 assistite all’ospedale di Pozzuoli e cinque in quello di Giugliano. Per garantire accoglienza immediata agli sfollati sono stati allestiti 185 posti letto nel palazzetto dello sport di Pozzuoli. Intanto, le autorità ribadiscono la necessità di seguire esclusivamente le indicazioni ufficiali, per poter valutare l’evoluzione dello sciame sismico e per garantire la massima tutela della popolazione.

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