“Siamo abbandonati da 50 anni”, queste le parole di rabbia dei cittadini dei Campi Flegrei durante una manifestazione che ha portato al blocco del porto di Pozzuoli. Circa un migliaio di persone ha preso parte al corteo organizzato per chiedere risposte immediate sulla crisi idrica, sull’emergenza abitativa e sulle conseguenze del forte sciame sismico che continua a interessare l’area. La protesta, partita da piazza della Repubblica, ha raggiunto lo scalo marittimo, dove i manifestanti sono riusciti a superare il primo sbarramento delle forze dell’ordine e a occupare la banchina principale.
In testa al corteo hanno sfilato anziani, famiglie con bambini e persone con disabilità, tra le categorie maggiormente colpite dai disagi. Le elevate temperature hanno provocato anche alcuni malori tra i partecipanti. Nonostante la tensione, la manifestazione è stata pacifica e si è svolta senza scontri. Le forze dell’ordine hanno presidiato costantemente l’area mentre gli organizzatori hanno mantenuto il controllo del corteo.
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Le richieste dei residenti: acqua, sicurezza e sostegno agli sfollati
I manifestanti denunciano una situazione ormai insostenibile. Da giorni numerose famiglie lamentano interruzioni nell’erogazione dell’acqua e, in alcuni casi, anche della corrente elettrica. A questo si aggiunge la difficile condizione degli sfollati costretti a lasciare le proprie abitazioni dopo il terremoto di magnitudo 4.7 registrato la sera del 31 luglio con epicentro nell’area della Solfatara di Pozzuoli. Durante il corteo sono stati esposti striscioni con scritte come “Fate presto” e “Non siamo abusivi”, accompagnati da cori che chiedevano un intervento immediato delle istituzioni.
Tra le principali richieste avanzate dai residenti ci sono il ripristino stabile dell’erogazione idrica, garanzie concrete per le famiglie evacuate, controlli rapidi sulla sicurezza degli edifici e un piano di interventi strutturali per affrontare l’emergenza bradisismo. “Vogliamo sapere Meloni dove sta, quando ci sono problemi, scompare”, affermano numerosi cittadini criticando l’assenza delle istituzioni sul territorio e chiedendo un confronto diretto con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, atteso a Napoli per un vertice dedicato alla situazione dei Campi Flegrei.
Il porto riaperto dopo l’accordo, ma resta alta l’emergenza ai Campi Flegrei
Dopo circa un’ora di blocco dello scalo marittimo è stato raggiunto un accordo che ha consentito di interrompere la protesta. Infatti, una delegazione di cittadini sarà ricevuta domani dal ministroPiantedosi, mentre il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha ribadito la necessità di garantire la regolare circolazione dei collegamenti marittimi con Ischia e Procida. Durante il blocco una nave è stata dirottata sul porto di Napoli e altri traghetti hanno accumulato ritardi, ma al termine della manifestazione il traffico marittimo è tornato progressivamente alla normalità.
Intanto, prosegue il lavoro dei Vigili del Fuoco nelle verifiche sugli edifici danneggiati dal sisma ai Campi Flegrei. Attualmente, il bilancio aggiornato parla di 57 edifici dichiarati inagibili, 395 unità abitative sgomberate, 227 interventi già completati e 655 verifiche ancora da effettuare. Un quadro che conferma come, oltre all’emergenza sismica, restino aperte le criticità legate ai servizi essenziali e all’assistenza delle persone costrette a lasciare le proprie case, alimentando così una forte esasperazione nella popolazione.
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