Sarebbe accaduto tutto ad una festa locale inpiazza Monserrato a Cagliarie i carabinieri del Nas stanno cercando di capire cosa abbiano mangiato nei giorni scorsi, il bambino di 11 anni, la ragazzina di 14, la 62enne e l’uomo di mezza età ricoverati rispettivamente al Gemelli di Roma, al Brotzu di Cagliari e al Policlinico Casula di Monserrato. Considerando i sintomi riscontrati nei 4 pazienti, i medici sospetterebbero un’intossicazione da botulino.
Cagliari, le prime ipotesi e le indagini in corso
Un giallo che sta cercando di schiarirsi e delimitare i propri contorni affinché si possa risalire alla fonte contaminata dal batterio capace di produrre e liberare la potente neurotossina. Le informazioni in merito alla vicenda sono ancora scarne e poco dettagliate, però da quanto si apprende dalle prime notizie diffuse, nel mirino degli specialisti dell’Arma sarebbe finito del cibo etnico. Nello specifico, sotto la lente dei Nas, delcondimento proveniente da alcune confezioni per la preparazione di particolari pietanze speziate.
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Il Comune di Monserrato ha allertato le forze dell’ordine che si sono subito messe al lavoro per cercare di rintracciare le contaminazioni. “Al momento non risultano altri casi– ha spiegato all’ANSA il sindaco Tommaso Locci –e speriamo che le quattro persone intossicate si riprendano al più presto“. Intanto, i carabinieri del Nas si sono recati presso gli ospedali per parlare con gli intossicati affinché possano offrire spunti utili ai fini delle indagini, nonché utili per individuare il posto in cui potrebbero aver mangiato la stessa pietanza.
Anche perché, nelle prime ipotesi con cui si sono ricostruiti i fati ancora in corso di accertamento, sembra che i quattro abbianomangiato in un chiosco di street food allestito in occasione della festa. L’undicenne, dopo un ricovero d’urgenza al Brotzu insieme all’uomo di mezza età, è stato poi trasferito all’ospedale Gemelli perché le sue condizioni sarebbero gravissime. Mentre, la 14enne e la donna di 62 sono ricoverate al Policlinico di Monserrato nel reparto di Rianimazione, dove sono tenute sotto osservazione.
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