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Imola, cadavere senza vestiti nel fiume Santerno: si indaga su ogni pista

Il corpo rinvenuto è di un uomo tra i 40 e i 50 anni. Le indagini sono in corso e gli investigatori non escludono alcuna ipotesi

2 Min di lettura

Un inquietante ritrovamento, degno di un giallo di Agatha Christie, ha scosso la città di Imola nella serata del 23 aprile. Poco dopo le 19:30, un passante ha scoperto ilcorpo senza vita di un uomo nelle acque del fiume Santerno, nelle vicinanze del ponte ferroviario in via Antonio Graziadei.

Il ritrovamento ha immediatamente mobilitato le forze dell’ordine e leoperazioni di recupero, coordinate dai Vigili del Fuoco con tre squadre e sommozzatori,hanno richiesto tempo a causa della posizione del corpo, incastrato in uno sbarramento fluviale, e della corrente. Sul posto sono intervenuti carabinieri, medico legale e il pm Marco Imperato, che ha avviato gli accertamenti per stabilire identità e dinamiche del decesso.

L’inquietante ritrovamento del cadavere

Ilcorpodell’uomo, apparentemente di età compresa tra i quaranta e i cinquant’anni, eracompletamente nudo e incastrato in uno sbarramento del fiume. Le circostanze del decesso restano avvolte nel mistero.

L’assenza di indumenti, documenti o effetti personalipone interrogativi pesanti sulle ultime ore di vita dell’uomo. È stata disposta l’autopsia, che dovrà chiarire se la morte sia avvenuta sul posto o altrove, e da quanto tempo il corpo si trovasse in acqua. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa: si spazia da un incidente a un possibile gesto volontario, fino all’ipotesi di un omicidio.

L’unico elementocerto, al momento, è laposizione prona del cadavere, che potrebbe suggerire untrasporto passivodella salma attraverso la corrente. Ma è solo un indizio in un quadro ancora frammentario.

Un altro caso simile

Eppure, non è la prima volta che il fiume Santerno restituisce un cadavere:nel 2019 fu una donna di 64 anni a essere trovata senza vitanelle acque dello stesso tratto fluviale.

Un caso chenon fu mai del tutto chiaritoe su cui gli investigatori lavorarono su due fronti: identificazione tramite confronti con segnalazioni di scomparsa e analisi tossicologiche. La mancanza di elementi immediati, come documenti o vestiario, rende il caso particolarmente complesso.

++Articolo in aggiornamento++

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