Buttafuoco: ‘Ho solo applicato le regole. La Biennale non altera la realtà, la fotografa’

Il presidente della Biennale torna sul caso Russia: “Ho applicato le regole, non decisioni politiche” e rilancia: “La Biennale fotografa la realtà, non la altera”

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Dopo leultime dichiarazionidel ministro della CulturaAlessandro Giuli, il presidente della BiennalePietrangelo Buttafuocotorna a intervenire ai microfoni deIl Fatto Quotidiano,parlando di un “grande fraintendimento”: quello di attribuirgli, in quanto presidente dell’istituzione, ilpotere di decidere chi possa entrare o uscire dalla manifestazione.

Buttafuoco è infatti al centro delle polemiche per aver accolto larichiesta della Russiadi partecipare alla 61esima edizione dell’Esposizione. La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione non solo istituzionale ma anche ideologica, alimentando un acceso dibattito traposizioni favorevoli e contrarie. Tra i protagonisti del confronto soprattutto Giuli,amico personaledel presidente della Biennale.

Il caso Russia e lo scontro con Giuli

Il ministro della Cultura ha espresso una posizione netta econtraria alla partecipazione russa. Buttafuoco, dal canto suo, ribadisce diaver agito nel rispetto delle regole dell’istituzione, mentre accusa Giuli di essersi mosso in unalogica di “ragion di Stato”. Nonostante la sua assenza all’inaugurazione, il presidente si dice certo che il ministro troverà comunque modo di visitare la mostra: “È un fratello, tra noi c’è affetto sincero”.

Secondo alcuni osservatori, a rendere il caso più complesso sarebbe anche lacircostanza della sua nomina, avvenuta su indicazione delladestra,area politicaoggi critica verso la sua decisione. Buttafuoco replica sostenendo che l’intreccio politico ha inevitabilmente incisosull’impatto della vicenda, aggiungendo che se la sua designazione fosse arrivata dalPartito Democraticonon avrebbe suscitato lo stesso clamore.

Venezia e Bruxelles, due civiltà diverse

Il presidente della Biennale sostiene inoltre che gli Stati proprietari dei padiglioni li gestiscano e allestiscano in autonomia, senza che l’istituzione centrale possa intervenire sulle scelte. Anche le critiche arrivatedall’Europavengono definite un “inciampo”, frutto di un equivoco sulruolo della Biennale e su chi abbia realmente il potere di invitare.

Per Buttafuoco, Venezia rappresenta “la civiltà del diritto”, mentre Bruxelles incarnerebbe “la civiltà del codice etico”. L’etica, aggiunge, dovrebbe invece costituire unterreno comune di giudizio: “Quando altera la propria valutazione, lademocraziaproduce sostanze tossiche e il liberalismo divienetotalitarismo”.

La Biennale non contesta il conflitto Russia-Ucraina

La guerra traRussia e Ucrainanon è, nelle sue parole,oggetto di contestazione.L’obiettivo dichiarato è piuttosto quello di sottrarre la Biennale a un potere che non dovrebbe esercitare: quello distabilire chi possa partecipare e chi no.Buttafuoco parla della necessità di proporre uno “standard alternativo di giudizio” e una “cura anomala del principio di giustizia”.

Nel suo ragionamento, a destare maggiore preoccupazione non sarebbe ilruolo della Russia, ma quello delle “grandi borghesie delle democrazie liberali occidentali”. Richiama inoltre il fatto che Mosca, a suo avviso, avrebbe “fatto fuori da sola l’Unione Sovietica”, sviluppando internamente la forza del proprio cambiamento senza l’intervento dell’Occidente.

“Io ho applicato le regole della Biennale”

Buttafuoco ribadisce che il suo compito, come dei suoi predecessori, è quello digarantire il rispetto integrale delle regoleche rendono la Biennale un’istituzione forte, definita come “la piùfedele risonanza magnetica dello stato delle cose, non le altera, le fotografa. Un libro di geografia”.

Il futuro dopo il mandato

Alla domanda su un possibile futuro in politica, risponde che al termine dei tre anni di mandatotornerà in Sicilia, “la mia terra, l’unico mio destino”.Aggiunge anche un auspicio personale: vorrebbe cheLuca Zaiasi trasferisse nell’isola per guidarla, ritenendolo “l’unica possibilità di ridare senso e forza all’autonomia”.

L’intervista si chiude con una domanda diretta: “Darà altri pensieri a Meloni?”. La risposta di Buttafuoco è secca: “Ma scherza?”.

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