La drammatica vicenda avvenuta a Bordighera prende forma nel documento depositato in Procura a Imperia dal medico legale Francesco Ventura. Tra le pagine emergono elementi strazianti e potenzialirisposte sulla morte della piccola Beatrice, di appena due anni, trovata senza vita nell’abitazione a Montenegro di Bordighera il 9 febbraio scorso.
I due indagati, la madreEmanuela Aiello e il suo compagno Emanuel Iannuzzisono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bimba . L’uomo è stato arrestato il 30 maggio scorso, e da quel momento è stato trasferito in quattro diverse carceri, a causa del fatto che l’indagato è stato minacciato e aggredito da altri detenuti. La donna invece è reclusa nel carcere di Torino.
Leggi Anche
Secondo quanto riportaRepubblica, qualche elemento sulla morte della bambina era trapelato prima che l’autopsia venisse depositata. Beatrice sarebbe deceduta a causa diun’emorragia celebrale acuta, provocata da un colpo ricevuto massimo 48 ore prima del decesso. Questo vorrebbe dire che in quei momenti la piccola si sarebbe dovuta trovare a Perinaldo con la madre, nella casa di Iannuzzi.
Bordighera, l’autopsia della piccola Beatrice
Una collocazione temporale che coincide conla testimonianza della sorella di 9 anni, che aveva raccontato di come tutto aveva avuto inizio già dalla sera del 7 febbraio. La mattina seguente la bambina racconta di aver sentito urlare la sorellina e Iannuzzi che dal bagno avrebbe esclamato: “Sta zitta, che non è niente”. Poi la situazione sarebbe degenerata drasticamente, la bimba “perdeva sangue dal naso” e se la sorella provava ad alzarle un bracco “e poi lo lasciavo, cadeva giù”.
Dall’autopsia però sarebbero emersi altri dettagli sui presunti maltrattamenti e su quello che Beatrice avrebbe subito. Da circa un anno la bambina soffriva di “steatosi epatica da malnutrizione”, ovvero una patologia che si verifica quando si incorre in digiuni drastici o non si assumono abbastanza proteine. Ma a catturare l’attenzione è anche un altro elemento, i “polmoni da fumatrice”, come vengono descritti nel documento che riportano a quel drammatico video emerso dove si vede la bambina costretta a fumare. Secondo gli inquirenti, nel filmato si vedrebbe unasigaretta a base di cannabis.
Al momento nonostante la perizia sia stata depositata, la Procura non ha dato il nulla osta per la restituzione della salma. Gli inquirenti inoltre attenderanno che il documento venga letto dai legali dei due indagati, dato che potrebbero chiedere ulteriori accertamenti. La donna, Emanuela Aiello, ha domandato di essere in chiesa per il funerale della figlia. Per motivi di ordine pubblico sarà la Prefettura ad occuparsi delle esequie.
© Riproduzione riservata












