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Booking condannato a risarcire una famiglia: rimasti senza alloggio per ore

Una famiglia italiana si è ritrovata senza alloggio a Vienna dopo aver prenotato su Booking. In seguito, l’applicazione è stata condannata a risarcire la famiglia dell’intera cifra pagata all’hotel e 250 euro a testa per il disagio

3 Min di lettura

La vacanza a Vienna di una famiglia salentina si è presto tramutata in una peripezia. I turisti italiani, appena arrivati nella capitale austriaca, avrebbero scoperto di non poter soggiornare nell’hotel che avevano regolarmente pagato e prenotato tramite la piattaforma Booking. L’hotel non avrebbe avuto le autorizzazioni amministrative per far accedere i clienti, costringendoli a trascorrere diverse ore in strada di notte.

In seguito allo spiacevole evento, la piattaforma e-commerce, secondo quanto riportato da Repubblica, dovrà risarcire la famiglia a causa del disagio che hanno dovuto affrontare appena arrivati a Vienna. La famiglia doveva passare solo due notti nella capitale europea e la prima è stata una vera disavventura. Prima di finire in strada, la famiglia avrebbe contattato Booking mentre l’hotel avrebbe ritenuto di non poter ospitare i genitori e i figli in hall.

Booking condannato: le dinamiche dell’evento

Inizialmente, la piattaforma avrebbe rassicurato i clienti rispondendo che avrebbero avuto un nuovo pernottamento in un hotel simile o superiore a quello prenotato, assicurando anche un taxi. Successivamente però, l’applicazione non avrebbe più dato nuove informazioni.

A questo punto, la famiglia avrebbe trovato accoglienza in un altro hotel nelle vicinanze che, nonostante non avesse camere disponibili, li avrebbe ospitati nel bar offrendogli bevande calde e riparo dal freddo. La mattina seguente, l’albergo gli avrebbe assegnato una camera la mattina dopo.

Booking, il risarcimento da 250 euro a testa per “vacanza rovinata” alla famiglia

La famiglia salentina è assistita dagli avvocati Daniele Imbò e Cosimo Falangone, che hanno portato al risarcimento della famiglia. La sentenza è stata firmata dal giudice di pace Veneranda Raffaella Cerfeda, stabilendo il rimborso da parte di Booking alla famiglia dell’intera spesa di alloggio e per “vacanza rovinata” pari a 250 euro per ogni membro.

Gli avvocati della famiglia, in seguito alla sentenza, hanno dichiarato: La sentenza del giudice di pace di Lecce ha coraggiosamente affermato che anche contro i colossi valgono i principi generali del nostro ordinamento. Inoltre, gli avvocati hanno sottolineato: “A livello giudiziale, ne è discesa l’affermazione dell’inadempimento di Booking e la sua condanna a risarcire i danni in favore dei consumatori”. Una rivincita che non capita spesso a chi si ritrova senza alloggio dopo aver prenotato su Booking.

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