I fatti risalgono al 3 novembre 2017 quando, in un vagone di un treno della stazione di Bologna, una ragazza di 17 anni sarebbe stata violentata da un uomo di 32 anni, di origini marocchine.
Oggi è arrivata la condanna di 4 anni e 2 mesi, sebbene al primo appello D. A. era stato assolto. Questo caso era diventato famoso alla cronaca poiché un parroco, don Lorenzo, con un post aveva accusato la giovane di “essersela cercata”.
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Ci sono voluti 8 anni per una condanna. Il 3 novembre 2017, una ragazza 17enne, che quindi all’epoca dei fatti era minorenne, si trovava sola in un vagone di un treno e qui è stata violentata dall’uomo 32enne che pare abbia approfittato della situazione, dato che, nonostante le urla, pare che nessuno abbia sentito la giovane.
In realtà poi, in primo grado, la persona accusata è stata assolta, ma successivamente, in appello, oggi, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi.
La Procura generale, con la pg Silvia Marzocchi, inizialmente aveva chiesto sette anni, dato che la vittima era minore ed era incapace di dare il proprio consenso. Nonostante ciò alla fine in appello sono stati dati 4 anni al marocchino.
Bologna, cos’era accaduto alla 17enne
La minore aveva riferito di aver passato la serata nella zona di piazza Aldrovandi con alcuni amici e di aver bevuto molti alcolici. A quel punto l’uomo si sarebbe offerto di aiutarla e le avrebbe chiesto di seguirlo. A quel punto i due sono arrivati in stazione e qui si sarebbe consumata la violenza. Poi la giovane racconta di essersi svegliata la mattina seguente, seminuda e senza la borsa.
Da quel momento partirono una serie di interrogatori, con vari testimoni che erano presenti quella sera con la ragazza. Poi sono state visionate tutte le telecamere che potessero aver ripreso la coppia dalla piazza fino alla stazione centrale fino ad arrivare ad individuare il 32enne ed emettere, in una fase iniziale, il provvedimento restrittivo.
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