Un biglietto per l’Austria in tasca e un ordine di allontanamento comunitario che porta il suo nome. Si stringe il cerchio intorno a Marin Jelenic, il presunto killer di Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni di Bologna, ucciso con un fendente al polmone. Il volto del 36enne croato è stato svelato dalle telecamere che lo hanno ripreso mentre entra ed esce dal parcheggio della stazione bolognese, prima e dopo l’omicidio, per poi sparire nel nulla fin quando la polizia lo ha fermato poco più di 24 ore dopo il delitto a Desenzano del Garda e ne ha ricostruito tanto gli spostamenti quanto i precedenti.
Bologna, la ricostruzione della fuga
Jelenic, da quanto ricostruito nelle tappe della sua fuga, sarebbe salito a bordo di un treno Regionale lo scorso lunedì, dove chiede di poter usare il telefono a un passeggero, che poi andrà dai carabinieri a dirlo. Ma nel momento in cui il 36enne viene fatto scendere a Fiorenzuola perché disturba e crea problemi al personale in servizio, l’allarme non era ancora stato diramato. E così, viene controllato e presto rilasciato.
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La telefonata? Sembra sia stata fatta a un numero croato ma non andata a buon fine, con ogni probabilità, per cercare aiuto per nascondersi. Quindi, il viaggio di Jelenic riprende con un treno per Milano dove arriva intorno alle 22.40 del 5 gennaio e le telecamere lo immortalano in piazza Duca d’Aosta. Poi il tram che lo lascia nei pressi del Niguarda e nel centro d’accoglienza per senza dimora, passa la notte fino alle 6.40 dell’indomani.
E’ ormai il 6 gennaio e il 36enne riprende il tram in direzione della stazione centrale di Milano, ma non per prendere u treno bensì per salire a bordo di un bus che lo porterà a Desenzano, dove però la sua corsa finisce: viene fermato con in tasca un biglietto Tarvisio-Villiach datato 6 gennaio mattina alle 10.30 ma non è ancora stato chiarito il motivo per cui non lo abbia usato.
Ma le indagini fanno emergere dal suo profilo anche un ordine di allontanamento comunitario emesso dal prefetto di Milano dopo che lo scorso 22 dicembre il 36enne era stato sorpreso con un coltello in via Scheiwiller, in zona Corvetto. E non si tratta neanche della prima volta che viene sottoposto a controllo, perché stando a quanto risalito dalla polizia, Jelenic è stato fermato in stazione centrale il 19 maggio 2025 e in quella di Lambrate lo scorso 2 settembre. Oltre a controlli effettuati alla stazione di Pavia, Bologna a inizio maggio e primi di dicembre e ai valichi di frontiera di Trieste solo lo scorso 30 dicembre.
Insomma, i precedenti del 36enne sembrano essere tutti stati identificati, o almeno per ora. Al momento ciò che pesa di più è la mancanza del movente, il motivo per cui il croato sia arrivato a compiere l’estremo gesto spezzando la vita di Alessandro Ambrosio. Merin Jelenic, come reso noto dal dirigente della squadra mobile del capoluogo lombardo, Guglielmo Battisti, aveva con sé due coltelli. Armi da taglio che saranno analizzate per comprendere se uno dei due sia l’arma del delitto.
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