Sono tre gli indagati per la morte di un bimbo di 5 anni avvenuta a Monterotondo, alle porte della Capitale. Per gli iscritti dalla Procura di Tivoli nel registro degli indagati, l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Sulla tragica morte del piccolo sono ancora molti gli elementi da chiarire e da accertare.
Al momento, per consentire i rilievi degli inquirenti, la struttura dove si è consumato il drammaè stata posta sotto sequestro. Gli accertamenti necessari sono ora in mano ai Carabinieri della Compagnia e della Stazione di Monterotondo, coordinati dalla Procura, che sta anche cercando di comprendere con precisione le persone che avevano il ruolo di garantire la sicurezza dei bagnanti.
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Nella giornata di ieri 22 luglio,una semplice giornata in piscina in un centro estivo si è tramutata in una tragedia.Intorno alle 11:00 il piccolo di 5 anni si è immerso in acqua. Una piscina piccola, pensata per i bimbi, che si trova all’esterno dell’impianto coperto. Nella piscinetta con l’acqua bassa stavano giocando altri 15 bambini e nulla avrebbe fatto pensare ad un tale epilogo.
Improvvisamente il bambino avrebbe accusatoun maloredopo essersi immerso, affogando poi di conseguenza. A nulla è servito l’intervento dei sanitari del 118 che hanno disperatamente tentato le manovre di rianimazione. Dunque, al vaglio degli inquirenti è comprendere eventuali responsabilità e cosa sia successo durante quegli attimi drammatici. Dalle ultime informazioni il ruolo degli indagati ancora non è stato reso noto.
Quella che si è verificata a Monterotondo è una tragedia che si aggiunge a quelle delle scorse settimane. Proprio alla luce di questi drammatici eventi la Camera ha approvato l’emendamento sulla stretta per la sicurezza in piscina, soprattutto per quanto riguarda gli impianti di riciclaggio dell’acqua, come i bocchettoni.
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