LaCommissione europeaha inviato unaterza letteraalla Fondazione Biennaledi Venezia per chiedere ulteriori chiarimenti sulla partecipazione della Russia alla manifestazione. Secondo quanto si apprende da fonti Ue, Bruxelles torna a sollevare le questioni già evidenziate nelle precedenti comunicazioni e chiede risposte più dettagliate sui punti rimasti ancora aperti. La Fondazione avrà ora30 giornidi tempo per fornire le proprie osservazioni.
Il rischio sui finanziamenti europei alla Biennale
La vicenda era iniziata il10 aprile, quando la Commissione europea aveva avviato la procedura per valutare lasospensione o la revoca dei finanziamentidestinati alla Biennale di Venezia. In una lettera ufficiale dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura veniva infatti comunicata “l’intenzione di sospendere o terminare il finanziamento“.
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Una seconda missiva era stata poi inviata il30 apriledirettamente al presidente della Fondazione,Pietrangelo Buttafuoco.Nel documento, firmato da un funzionario dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, si ribadiva larichiesta al governo italiano di fornire chiarimenti entro 30 giorni. Contestualmente, la Commissione segnalava che la decisione di accettare la partecipazione della Russia, attraverso un padiglione nazionale finanziato e promosso dal governo di Mosca, potrebbe configurare unaseconda possibile violazionedel Regolamento sulle sanzioni.
I dubbi sull’applicazione delle sanzioni
Nel dettaglio, Bruxelles ipotizza che la Biennale possa non aver rispettato l’articolo5n del Regolamento, che vieta la fornitura di determinati servizi al governo russo. Secondo la Commissione, infatti, la Fondazionefornirebbe servizi necessari all’organizzazione delle attività del Padiglione Russia, tra cui consulenza legale, pubblicità, servizi commerciali, attività di gestione e relazioni pubbliche. Collaborazioni che, in base alla normativa europea, richiederebbero specifiche autorizzazioni.
La prima lettera del 10 aprile faceva invece riferimento a una possibile violazione dell’articolo 5t, chevieta di accettare donazioni, benefici economici o altre forme di sostegno finanziario, diretto o indiretto, provenienti dal governo russo. Con la nuova comunicazione, la Commissione europea torna quindi a chiedere chiarimenti sia su questo aspetto sia sull’eventuale fornitura di servizi al Padiglione Russia.
Parallelamente, Bruxelles ha sollecitato anche il governo italiano, attraverso il rappresentante permanente presso l’Ue,Vincenzo Celeste, a fornire ulteriori informazioni, dettagli e una “valutazione fattuale” della vicenda.
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