Nuove rivelazioni sul caso dellaBiennale di Venezia. La vicepresidente esecutiva della Commissione europea,Henna Virkkunen, ha infatti ammesso di aver esercitatopressioni sugli organizzatorinel tentativo di far cambiare loro idea sullapartecipazione della Russiaalla 61esima Esposizione internazionale d’Arte, dopo che il presidentePietrangelo Buttafuocoaveva deciso di aprire un padiglione dedicato alla Federazione.
Biennale, Virkkunen: “Partecipazione Russia è contraria alla politica dell’Unione”
La confessione è arrivata nel corso di uno scherzo orchestrato daicomici russi Vovan e Lexus. Come riferisce l’agenzia russaTass, i due, noti per le telefonate prank, hanno comunicato con Virkkunenfingendosi l’ex presidente ucraino Petro Poroshenko, pubblicando in seguito il video sul loro canale Telegram. “Naturalmente, per noi è statauna decisione piuttosto scioccantequella di consentire ai russi di riaprire la loro parte della mostra in questo padiglione“, ha affermato la vicepresidente della Commissione europea, aggiungendo che l’Ue, insieme al commissario per la Cultura, Glenn Micallef, haduramente condannato la decisione.
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“Stiamo ora valutandoulteriori provvedimenti– ha continuato la politica finlandese –che ovviamente ci aspettiamo dalla Biennale di Venezia, per ribaltare questa decisione, perchériteniamo che sia totalmente contraria alla nostra politica“. Secondo Virkkunen, infatti, la Commissione europea deve faretutto il possibile per “impedire ai russi di partecipare a tali mostre d’arte, anche laddove sia coinvolta la Commissione europea stessa“.
Biennale, Virkkunen: “Se la Biennale non cambia idea, revocheremo i fondi”
La vicepresidente ha poi chiarito che la Commissione europea fornisce sostegno finanziario non all’intera Biennale di Venezia,ma alla parte che riguarda l’industria cinematografica. “Mancano ancora alcune settimane all’apertura della Biennale, prevista per maggio, quindici aspettiamo che cambino idea” ha ammonito, sottolineano che in caso contrario si valuterà la possibilità direvocare i finanziamenti. Questo perché, ha osservato Virkkunen, consentire al governo russo di aprire il proprio padiglione“contraddice già di per sé il nostro regime di sanzioni“.
Biennale, per il rappresentate di Putin le proteste dell’Ucraina non devono influenzare le decisioni degli organizzatori
A tal proposito, già l’11 marzo il portavoce della Commissione europeaThomas Rainieraveva reso noto per la prima volta che Bruxelles era pronta arevocare un finanziamento di 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Veneziaa causa dell’invito rivolto alla Russia ad aprire il proprio padiglione nazionale durante l’edizione del 2026.
In precedenza, Mikhail Shvydkoy, rappresentante del presidente russoVladimir Putinper la cooperazione culturale internazionale, aveva dichiarato all’agenziaTasschela Russia dovrebbe partecipare a tutti i principali eventi culturali internazionalie che l’insoddisfazione dell’Ucraina per la sua presenza in laguna non dovrebbe influenzare le decisioni degli organizzatori.L’ultima volta che la Federazione ha presentato un proprio progetto al padiglione della Biennale di Venezia è stato nel 2021, quando ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria.
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