Belluno, bimbo lasciato a piedi dal bus, parla l’autista: “Sono mortificato, ma non ci avevano detto nulla sui minori”

Dopo lo sdegno nazionale, l’amministrazione torna sui suoi passi e ripristina il normale biglietto da 2,50 euro. Intanto l’autista chiede scusa: ‘Sono mortificato, ho commesso un grave errore’

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Fai come a Santa Chiara: dopo che fu derubata ci misero le porte di ferro”. Così recita, parafrasandolo, un detto napoletano, usato per indicare che si corre ai riparti quando ormai è troppo tardi e il danno è stato fatto. Ed è proprio quello che è successo in provincia di Belluno, in Veneto, teatro negli scorsi giorni di un evento che ha scatenato una dura polemica: un bambino di 11 anni è stato lasciato a piedi dall’autista del bus poiché sprovvisto del ticket a prezzo maggiorato deciso in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina.

Il giovane aveva con sé solo il biglietto ordinario, ma il conducente ha chiarito che non sarebbe stato sufficiente. Così, il bambino ha camminato 6 km con una temperatura sotto lo zero, per poi raccontare l’accaduto alla mamma che, in preda all’ira, ha denunciato per prima quanto successo.

A seguito del rapido diffondersi della notizia, che ha provocato rabbia e sdegno nella provincia bellunese e nell’intera penisola, Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, ente socio della compagnia di trasporto pubblico locale Dolomitibus ha deciso per il ritorno del biglietto a tariffa ordinaria di 2,50 euro per la tratta di pullman della “linea 30” tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo.

Padrin ha spiegato di voler così venire incontro alle esigenze dei pendolari che si spostano tra Valboite o del Cadore, sulla linea Calalzo-Cortina. Il presidente ha raccontato che inizialmente era stato previsto un biglietto giornaliero di 10 euro per girare su tutta la linea 30 per 24 ore, lasciando validi gli abbonamenti esistenti. Ma i cittadini avevano presto segnalato varie criticità, tra cui la possibilità di acquistare il titolo di viaggio solo tramite bancomat o app, motivi che, commenta il presidente, hanno portato alla decisione di consentire ai residenti in provincia di Belluno di poter viaggiare sui mezzi della linea 30 anche con il ticket a fascia chilometrica acquistato a terra.

Le parole dell’autista del bus di Belluno

Intanto, Salvatore Russotto, l’autista del bus su cui viaggiava il bambino di 11 anni ha parlato al Gazzettino, esprimendo profondo dispiacere e pentimento per l’accaduto. L’uomo, 61 anni, ha raccontato che il giovane era salito a bordo con il biglietto da 2,50 euro e lui si era limitato a comunicarli la non validità del titolo di viaggio, invitandolo a pagare con il bancomat o ad esibire l’abbonamento.

Dopodiché, il bambino era sceso. Russotto si fa scudo delle direttive dell’azienda, affermando che le disposizioni erano chiare: non ammettere sulla vettura chiunque fosse sprovvisto di valido titolo di viaggio. “Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque – ha aggiunto l’autista– Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto piuttosto di saperlo in giro con la neve“.

Russotto ha anche raccontato come la mattina dell’incidente fosse stata per lui particolarmente stressante, tra neve, traffico, strade bloccate e addirittura gli insulti antimeridionali da parte di un passeggero che lo accusava di essere in ritardo. L’uomo ha concluso rinnovando il rammarico per l’accaduto e definendosi disposto ad accettare ogni tipo di conseguenza.

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