Una ragazza di 17 anni è in coma da dicembre 2024 a causa di una grave patologia celebralee frequentava una scuola superiore a Battipaglia, in provincia di Salerno. Allo scorso scrutinio, a giugno 2025, era stata ammessa alla classe successiva nonostante i mesi di assenza. Quest’anno però la scuola ha comunicato alla famiglia che la ragazza è stata ritenuta “non classificata”, e quindi bocciata,a causa delle troppe assenze che non hanno consentito la valutazione. La vicenda è stata sollevata dal quotidianoIl Mattino, che ha riportato la reazione del padre della 17enne alla notizia e la risposta del dirigente dell’istituto.
L’uomo ha inviato una lettera all’istituto, definendo “offensivo e disumano”l’esito dello scrutinio, del quale ha chiesto l’annullamento. Al quotidiano il dirigente scolastico,Luca Mattiocco, ha spiegato la posizione della scuola, sollevando il doloroso nodo che ha costretto l’istituto ad attuare tale misura: “L’anno scorso la studentessa era stata ammessa alla classe successiva sulla base delle valutazioni già disponibili nel primo quadrimestre.Quest’anno invece non c’erano elementi valutativi”. Il dirigente scolastico ha sottolineato che “la normativa non consente di procedere allo stesso modo”.
Leggi Anche
Inoltre, risponde alla lettera del padre della 17enne sostenendo di aver fatto “tutto ciò che era nelle nostre possibilità”.La ragazza è stata ricordata in un momento pubblico organizzato dalla scuolasuperiore e una docente si era recata a casa per farle visita.
Battipaglia, il regolamento per l’ammissione alla classe successiva
Nell’articolo 14 del Dpr 122/2009è esplicitato che per essere ammessi alla classe successiva o all’esame di Stato, gli studenti della scuola superiore devono aver frequentatoalmeno il 75% del monte annuale delle lezioni. Il collegio dei docenti però può stabilire dellederoghe in casi eccezionali, tra cui quelli legati a gravi problemi di salute. Questo però può essere attuatosolo in caso si disponga comunque di elementi sufficientiper procedere ad una valutazione complessiva.
© Riproduzione riservata












