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Bancarotta Bari Calcio, indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis: perquisizioni nelle sedi di Bari e Napoli 

La Procura di Bari ipotizza i reati di false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta. L’inchiesta nasce dagli approfondimenti sui bilanci del club biancorosso, che avrebbe accumulato circa 30 milioni di euro di perdite tra il 2019 e il 2025

3 Min di lettura

La Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione finanziaria della SSC Bari. Infatti, la Guardia di Finanza ha avviato una serie di perquisizioni nelle sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro Srl, società riconducibile alla famiglia De Laurentiis. In particolare, l’indagine riguarda, le ipotesi di false comunicazioni sociali in relazione al bilancio d’esercizio 2024 del club pugliese e di bancarotta fraudolenta connessa alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale della società barese.

Secondo quanto reso noto dagli investigatori, Luigi De Laurentiis è indagato nella sua qualità di amministratore unico della SSC Bari, mentre Aurelio De Laurentiis figura nell’inchiesta come presidente del consiglio di amministrazione della SSC Napoli e legale rappresentante della Filmauro. Le attività di perquisizione sono state disposte dalla Procura di Bari con l’obiettivo di acquisire documentazione utile a ricostruire la situazione patrimoniale e finanziaria del club biancorosso e verificare eventuali responsabilità nella gestione della società.

I conti del Bari al centro dell’inchiesta

L’indagine nasce da un’approfondita analisi della documentazione contabile della SSC Bari, comprendente bilanci, note integrative e relazioni sulla gestione, esaminati anche con il supporto di consulenze tecniche. Dalle verifiche sarebbe emersa una situazione economica particolarmente critica, caratterizzata da perdite sistemiche stimate in circa 30 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025.

Inoltre, gli inquirenti evidenziano come la società fosse gravata da un rilevante deficit patrimoniale e da una consistente esposizione debitoria, senza che risultasse predisposto un concreto piano di riequilibrio finanziario. Proprio questi elementi avrebbero portato la Procura ad approfondire la correttezza delle comunicazioni societarie e le modalità con cui è stata affrontata la crisi economica culminata nella richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

Il trasferimento di Caprile tra gli elementi esaminati

Tra gli aspetti oggetto degli accertamenti investigativi rientra anche l’operazione di mercato che nell’estate del 2023 portò il portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli. Secondo quanto emerso, tale trasferimento sarebbe uno degli elementi presi in considerazione nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura barese.

Al momento l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta una fase preliminare del procedimento e servirà a consentire agli investigatori di svolgere tutti gli accertamenti necessari. Saranno proprio le perquisizioni in corso a permettere di acquisire tutta la documentazione ritenuta utile per chiarire i rapporti tra le società coinvolte e ricostruire nel dettaglio le operazioni contestate. 

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