Bangkok, la verità dell’insegnante sul video dei ragazzi in metro

Rompe il silenzio l’insegnante che aveva accompagnato i ragazzi in gita a Bangkok, dove su una metro gli studenti sono stati ripresi mentre avrebbero insultato una passeggera thailandese. La docente spiega che il video “è stato manipolato” e che i ragazzi “non gridavano e non offendevano le persone presenti”. Secondo la versione della docente, improvvisamente la ragazza che ha girato il video avrebbe iniziato ad urlare ed insultare

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Dopo giorni di silenzio parla l’insegnante degliadolescenti italiani ripresi in una metro a Bangkokmentre stavano avendo un diverbio acceso con una passeggera thailandese. Il 25 luglio scorso il filmato ha fatto il giro del web, l’ambasciata italiana interviene scusandosi e in seguito hanno fatto ammenda anche i ragazzi e gli accompagnatori. Il fatto si risolve con una multa di poche decine di euro.

Nel video si vedono gli adolescenti, quasi tutti minorenni,ridere mentre uno di loro alzava il dito medio. Inoltre l’insegnante avrebbe risposto dicendo: “Scusa se porto soldi nel tuo Paese”. Proprio la docente che ha pronunciato questa frase ha raccontato la sua versione dei fatti in un’intervista rilasciata alCorriere.

Bangkok, la versione dell’insegnante

Nell’intervista la professoressa spiega che “il video diffuso online è stato manipolato, è privo dell’intera sequenza iniziale”. Secondo la versione della donna “la passeggera ha tagliato varie parti nascondendo i miei interventi”. Così inizia il suo racconto: “Io accompagnavo un gruppo di studenti provenienti da tutta Italia. Sulla metro, gli alunni parlano con un tono di voce normale.Sono 41 ragazzi, di 14 e 15 anni e uno maggiorenne. Non gridano e non offendono le persone presenti, scherzano tra di loro e probabilmente questo ha disturbato”.

L’insegnante poi spiega che “all’improvviso una ragazza thailandese urla, insulta, poi ci chiede di fare silenzio”. Stando al racconto in seguito la ragazza ha preso il telefono e con l’altra avrebbe fatto il dito medio “nel video si vede solo lo studente offenderla. Lui reagisce sbagliando. Gli altri ragazzi ridono perché la situazione diventa assurda”. La docente poi avrebbe detto ai ragazzi di non reagire, chiedendo alla ragazza di smettere di filmare.

Poi la frase che ha fatto il giro dei social “scusa se porto i soldi nel tuo Paese”, ma l’insegnante spiega di aver risposto alla domanda della ragazza: “Che ca**o state facendo nella mia nazione?”. La donna al quotidiano spiega di vergognarsi profondamente per quella risposta “dettata dal contesto e dall’esasperazione”.

Il video a Bangkok e il tribunale dei social

L’intervista poi si sposta sul fatto che i social avrebbero fomentato l’accaduto: “In Rete vengono resi pubblici i nostri spostamenti, nome dell’hotel, targa dell’autobus, numeri di telefono ed e-mail. Subiamo una campagna d’odio sproporzionata e penalmente rilevante– racconta l’insegnante-al rientro in Italia ci siamo spostato scontati dai poliziotti”.

La professoressa confessa di aver temuto per i giovani che “il tribunale dei social ci ha trattati peggio dei criminali. Vedere 14enni inchinarsi per ricevere il perdono mi ha sbriciolato il cuore. Adesso sono tornati alla normalità”. Infine la donna spiega di vivere in un incubo “chiusa in casa, con la paura di uscire. Ho subito una gogna mediatica mondiale”.

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