Traffico di droga, porto abusivo di armi, ricettazione, lesioni e tentato omicidio. Sono queste le accuse con cui i carabinieri di Roma hanno messo a segno unamaxi operazione con l’arresto di 13 persone, tra cui uno storico esponente dellaBanda della Magliana.
Si tratta di Raffaele Pernasetti che, conosciuto come Er Pallotta e ritenuto il nome più “rilevante” tra gli arresti, secondo le ricostruzioni degli investigatori,avrebbe favorito l’attività di fornitura della drogagrazie ai suoi presunti legami con alcuni componenti del clan Senese e una particella di ‘Ndrangheta. Le piazze di spaccio nelle quali venivano smerciate le sostanze stupefacenti non sono nuove per la Capitale: Trullo, Corviale, Magliana Nova, Garbatella e Monteverde Novo.
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L’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i 13 indagati è stata emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura.Tra i fatti contestati a Pernasetti,figura anche il presunto reato diaver picchiato e minacciato con una pistola un meccanico per un debito di droga da 8 mila euro. Ma stando alle ricostruzioni degli inquirenti, le minacce non avrebbero funzionato: l’indagato avrebbe infatti ordinato a tre persone di punire l’uomo, gambizzandolo con tre colpi d’arma da fuoco.
Torna così in carcere “Er Palletta” della Magliana, ritenuto anche l’uomo di fiducia di Renatino De Pedis. Secondo l’ordinanza del gip, Pernasetti, ormai 75enne, avrebbe avuto il compito di occuparsi del narcotraffico procurando hasish e cocaina all’organizzazione. Pare, infatti, che aveva legami con un gruppo di San Basilio, presunto esponente della famiglia di ‘Ndrangheta di Platì.
Banda della Magliana, la storia di ‘Er Palletta’
Classe 1950, “Er Palletta” è ritenuto fosse negli anni ’70 un uomo di fiducia del boss Enrico De Pedis, quando si unì alle batterie della Banda.Ma solo nel 1998 arrivarono per il 75enne le prime conseguenze giudiziarie, grazie alle dichiarazione del pentito Maurizio Abbatino. Nel processo d’appello contro la Banda della Magliana vennecondannato all’ergastoloe sospettato di sette omicidi. In primo grado era stato condannato a quattro ergastoli, ridotti ad uno in Appello.
Dopo varie vicende giudiziarie,nel 2011 ottenne la semilibertà per buona condotta, iniziando un percosso di reinserimento sociale. Fino a ieri,lavorava nel ristorante del fratello“Aio e Oio de casa mia” come cuoco. Un’attività che aveva avvolto nel silenzio l’uomo, almeno fino ad oggi. Secondo gli inquirenti, il ristorante sarebbe stato anche il quartiere generale dei suoi “affari”, che era anchemonitorato da telecamere nascoste e microspie.
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