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Morte Fakir, dall’autopsia “presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento”

Sono emersi i primi elementi dall’autopsia sul corpo del 42enne. Sembra che presentasse sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. Nel mentre emergono nuovi elementi: Abderrahim Fakir dopo essersi recato al pronto soccorso era stato inviato al Centro di salute mentale ed aveva un appuntamento per i primi di agosto. Intanto lo scontro politico tra Piantedosi e Lepore prosegue

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L’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, morto durante un intervento della polizia, si è conclusa alle 17:00 di oggi. Dai primi risultati emersi sembrerebbe che il42enne presentasse sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. Comunque resta da stabilire in futuro se lo schiacciamento sia dovuto ad un eventuale utilizzo eccessivo della forza da parte degli agenti oppure sia sopraggiunto “post-mortem”.

Resta da accertare anche se la presenza di sangue nei polmoni sia dovuta all’eventuale assunzione di cocaina da parte della vittima oppure da un’eventuale eccessiva compressione. Il consulente dei quattro volontari della Croce Rossa presenti sul posto, Benedetto Vergari, ha solo specificato che “è stato un esame molto complesso, bisogna attendere gli esiti degli approfondimenti eseguiti”.

Abderrahim Fakir era in cura al Centro di salute mentale

Sulla morte di Abderrahim Fakir proseguono gli scontri politici e al contempo emergono nuovi elementi che pongono domande. Tra gli elementi emersi di recente c’è un accesso al pronto soccorso all’ospedale Maggiore di Bologna del 20 giugno scorso, per unproblema di tipo psichiatrico. Successivamente Fakir fu inviato al Centro di salute mentale (Csm), dove si recò nei giorni a seguire.

Secondo quanto apprende l’Ansa, inoltre, al 42enne fu fattauna prima diagnosi e confermata una terapia. Di conseguenza gli venne dato un appuntamento per un secondo incontro prefissato per i primi giorni di agosto. Propriola storia clinica della vittimaverrà passata al setaccio durante l’esame autoptico, dove verranno acquisti ed analizzati eventuali cartelle sanitarie presso strutture pubbliche o private. L’autopsia è uno dei passaggi fondamentali per comprendere epoca della morte, cause e analizzare gli eventuali metodi di contenimento a cui è ricorsa la polizia durante il fermo.

Sono questi alcuni dei quesiti ai quali i risultati dell’autopsia dovranno dare una risposta. Al vaglio anche la presenza dipresunte lesioni ossee interne o superficiali, la presenza di pregresse patologia cardiache o di altra natura. Verrà anche verificata la tac ossea eseguita il 22 luglio. Infine i professionisti dovranno effettuare i prelievi e gli accertamenti istologici e tossicologici, valutando la natura, la concentrazione delle sostanze esogene, come eventuali sostanze stupefacenti, farmacologiche e oleose. Soprattutto da comprendere se e quando sia avvenuta l’eventuale assunzione.

Morte Fakir, Piantedosi accusa Lepore di sottovalutare i rischi della piazza, e Bonelli difende il sindaco “parole gravissime”

Non accenna a spegnersi il duro scontro politico nato in seguito agli scontri avvenuti a Bologna durante la manifestazione per Abderrahim Fakir. Il ministro dell’Interno,Matteo Piantedosi, ospite a “L’Aria che tira” su La7 affonda: “È stata convocata una piazza in maniera quantomeno inconsapevole.Un sindaco che convoca una piazza e sottovaluta cosa sarebbe potuto accadere ha un suo elemento di gravità”. Il titolare del Viminale riconosce che morire“nelle mani dello Stato è sempre una cosa che addolora moltissimo”, ma sostiene che Lepore dovrebbe “fare una valutazione visto che sono stati aggrediti poliziotti e sfasciati elementi di arredo della città”.

Alle parole di Piantedosi,Matteo Leporeribatte: “Attaccare me, attaccare i sindaci non risolverà alcun problema di ordine pubblico. Al contrario: le istituzioni che si attaccano a vicenda danno forza a chi si oppone ad esse”. A sostenere il primo cittadino di Bologna èAngelo Bonelli, deputato di Avs, che attacca: “Le parole di Piantedosisono gravissime e inaccettabili”.

Il deputato di Avs aggunge: “Convocare una manifestazione per esprimere solidarietà ai familiari di Fakir e chiedere verità e giustizia non è un atto irresponsabile, ma un atto di umanità”. In chiusura incalza: “Il ministro, invece di cercare un capro espiatorio in un sindaco che ha semplicemente dato voce al bisogno di verità e giustizia di una famiglia, dovrebbe interrogarsi sui fallimenti della propria gestione della sicurezza pubblica”.

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