Antichi Telai 1894

Aurora Tila, l’ex fidanzato confessa in appello il femminicidio della 13enne

L’ex fidanzato della vittima, che in primo grado si era dichiarato innocente, ha cambiato versione nel processo d’appello confessando di aver gettato la 13enne dal balcone. Una confessione che per l’avvocato della madre della vittima “chiude un cerchio”

3 Min di lettura

Una confessione inaspettata, che arriva nella cornice del processo in appello per l’omicidio diAurora Tila, la 13enne morta il 25 ottobre 2024 precipitando dal settimo pianodella casa nella quale viveva insieme alla madre e alla sorella. L’ex fidanzato della minore, oggi 16enne,ha confessato di essere stato lui a gettare dal balcone la ragazza. L’avvocato della madre della vittima, Emilio Malaspina, dichiara che “con la confessione si chiude un cerchio. Ma ci auguriamo che la Corte confermi la sentenza di primo grado, che ha stabilito una pena congrua”.

In primo grado il giovane imputato è stato condannato a 17 annidal Tribunale per i minorenni. Durante la confessione il giovane si è scusato sia per l’atroce gesto sia per aver aspettato tanto ad ammetterlo. Nel processo di primo grado il pm, Simone Purgato, aveva chiesto una pena di 20 anni e otto mesi con l’accusa di omicidio volontario aggravato dallo stalking, dalla minore età della vittima e dalla relazione affettiva. Durante il primo grado di giudizio il giovane continuava a dichiararsi innocente. Ora, nella cornice del processo in appello, ha cambiato versione dei fatti confessando l’omicidio della 13enne.

Aurora Tila, la dinamica del femminicidio e le chat “schiaccianti”

Quanto accaduto alla giovanissima adolescente sconvolse Piacenza. Secondo la ricostruzione del delitto, la13enne aveva deciso di interrompere la relazione con l’imputato, che poi avrebbe spinto volontariamente la ragazza dal balcone. La scena più straziante sarebbe stata vista da alcuni testimoni: il 16enne avrebbe iniziato a colpire con le ginocchia le mani della vittima che si stava aggrappando alla ringhiera del balcone, nel disperato tentativo di non precipitare nel vuoto.

Ad aggravare la posizione dell’imputato, prima che confessasse, erano state dei quesiti che Aurora aveva postoa ChatGPT, nelle quali descriveva la propria situazione come “delicata e soffocante”. Inoltre, secondo i giudici, dalle chat tra la ragazza e l’ex fidanzato “risulta che l’imputato minacciasse Aurora, fosse possessivo, geloso e violento”. Ora, dopo la confessione dell’imputato, il processo è aggiornato al 10 settembre.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.